L'Italia chiamò: un'inchiesta sulle vittime dell'uranio impoverito


Per il ministero della Difesa italiano, alla fine del 2007, le morti riconducibili all'uranio impoverito erano 77 e i malati 312. Secondo l'Osservatorio militare invece i morti sono circa 170 e i malati più di 2.500. Questi sono i numeri di quella che viene chiamata anche Sindrome del Golfo, dal titolo di un reportage sui devastanti effetti dell'esposizione alle armi chimico-batteriologiche da parte dei soldati americani durante l'operazione "Desert Storm" nel 1991.

E ai militari italiani deceduti dopo essere entrati in contatto con l'uranio impoverito è dedicata l'inchiesta L'Italia chiamò, curata dai giornalisti Leonardo Brogioni, Angelo Miotto e Matteo Scanni. Una pubblicazione multimediale, con testi, video e foto. Il Diario intimo di una generazione che rischia l’estinzione.

Luca, Emerico, Angelo, Salvatore sono i protagonisti della storia: quattro militari italiani che hanno partecipato alle missioni di pace in Bosnia, Kosovo e Iraq e cercano un difficile ritorno alla vita dopo essersi ammalati di tumore operando in zone bombardate con proiettili all’uranio impoverito. Per quanto riguarda i soldati italiani la malattia viene chiamata Sindrome dei Balcani, perché ha colpito e colpisce soprattutto i soldati che hanno partecipato alle operazioni Nato durante le guerre che hanno portato alla dissoluzione della Jugoslavia.

L'Italia chiamò, Edizioni Ambiente, di Leonardo Brogioni, Angelo Miotto, Matteo Scanni. Prefazione di Maurizio Torrealta. 16,90 euro

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