Elezioni 2013 - Berlusconi: «Vorrei un leader donna». Presto la sostituzione di Alfano?


L'amore del Cavaliere per il gentil sesso è cosa nota, ma finora non si era tradotto in un impegno sostanziale di donne in politica, a parte la presenza di donne nei suoi governi, e comunque spesso in ruoli di secondo piano. Ora però il vento sembra cambiato, e chissà se per convinzione o per catturare il voto femminile – quello che al momento gli sarebbe più sfavorevole – in un'intervista al free-press Pocket dice:

I tempi sono più che maturi per un leader di partito al femminile, per un primo ministro donna

Anche se Berlusconi non fa il nome del suo partito, è chiaro che un proposito del genere dovrebbe essere messo in pratica prima di tutto a casa propria, ed ecco quindi partire le voci su un imminente cambio della guardia nella segreteria del Pdl, da mettere in pratica subito dopo le elezioni.

Il fatto che Berlusconi non sia convinto di Alfano è cosa nota dai tempi dell'uscita sul "quid" dell'ex ministro di Giustizia, e nonostante le continue rassicurazioni ("per me è come un figlio") l'ora di Angelino sembra avvicinarsi. Non è bastato il repentino riallineamento al Cav. sulla questione delle primarie Pdl e sulla sfiducia al governo Monti: Berlusconi non perdona al segretario l'alleanza stretta con gli ex-An a suo discapito (non a caso La Russa & co. sono stati accompagnati all'uscita non appena Berlusconi si è ricandidato) e il dialogo aperto nei mesi scorsi con Monti, che ha costretto l'ex premier a fingere di offrire la leadership dei moderati al Professore.

Ora la campagna elettorale impone di remare tutti nella stessa direzione, ma non ci sono dubbi che dal 26 febbraio nel partito ci sarà la resa dei conti che molti temono, a prescindere dal risultato delle urne. In molti hanno già le valige pronte, e Alfano potrebbe essere fra loro se dovesse venire esautorato. E al suo posto? Tra le donne del partito, Berlusconi ha sempre avuto particolare stima per Mariastella Gelmini, che però srebbe già stata "opzionata" come vice di Maroni alla Regione Lombardia. Se dovesse essere confermata l'indiscrezione, entrerebbero in ballo le altre ministre berlusconiane: su tutte Mara Carfagna, recentemente tornata alla ribalta nel "cerchio magico" del Cavaliere, ma anche Anna Maria Bernini, mentre si è appannata la stella di Michela Brambilla, che qualche anno fa sembrava già sul punto di prendere le redini del partito. Più improbabile la scelta di Stefania Prestigiacomo, che è spesso stata in rotta con il partito ma alla fine è stata ricandidata con un seggio sicuro.

Uscendo dal novero delle ministre, in questa campagna elettorale spiccano Laura Ravetto, Nunzia Di Girolamo e Beatrice Lorenzin (che Berlusconi avrebbe volentieri candidato alle regionali del Lazio), ma è presto per definirle papabili. Ancora più improbabile che il Cavaliere dia il partito in mano a una delle sue "amazzoni" come Micaela Biancofiore o Maria Rosaria Rossi, mentre l'outsider potrebbe essere Daniela Santanché.

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