Rassegna stampa estera: Italia, verso il G8 o fuori dal G8?


Il sasso nello stagno è stato lanciato dal Guardian: l'Italia potrebbe perdere il suo posto nel consesso delle 8 maggiori potenze economiche mondiali. La notizia ha avuto molta eco anche in Italia; ma cos'ha scritto veramente il quotidiano britannico? Eccovi un estratto dell'articolo:

I preparativi per il summit del G8 nella cittá di montagna de L'Aquila sono stati talmente caotici da far crescere la pressione degli altri stati membri per espellere l'Italia dal gruppo, secondo alcuni membri senior occidentali. (..) un membro senior del G8 ha detto: "Gli italiani sono stati semplicemente terribili. Non ci sono state azioni né pianificazioni". (..) "Il G8 é un club, e i club hanno dei doveri per i membri. L'Italia non li ha rispettati", ha detto un membro europeo coinvolto nelle preparazioni del summit. Questo brontolio dietro le quinte é cresciuto a tal punto da ventilare la possibilitá di espellere l'Italia dal G8 o qualunque altro gruppo futuro. Una possibilitá della quale si parla nelle capitali europee é che la Spagna, che ha un reddito pro capite superiore e dona una percentuale maggiore del PIL in aiuti, potrebbe prendere il posto dell'Italia

Il blog americano Democracy Arsenal ha riflettuto con intelligenza sulle possibili implicazioni di tale operazione:

Si tratterebbe di una mossa diplomatica importante, e pertanto non dovrebbe essere intrapresa con leggerezza e per puro risentimento. D'altra parte, se quest'idea prende piede, potrebbe essere un passo nella giusta direzione. La mia preoccupazione a proposito di questi vertici è di mantenerli ai più alti standard di azione sostantiva. Con tutto il trambusto e le cerimonie, dovremmo sempre chiederci che cos'hanno effettivamente realizzato i leader riuniti per giustificare tanto clamore. (..) Se il governo italiano avesse davvero fatto un pasticcio nei suoi compiti di padrone di casa e ne pagasse un esorbitante prezzo diplomatico, questo rinforzerebbe l'idea che ci si aspetta molto dai paesi e dai leader che vogliono essere considerati grandi potenze

Va detto peraltro che era stato il Times dello scorso 4 luglio ad anticipare per primo l'indiscrezione, puntando contestualmente il dito verso la crescente debolezza internazionale del premier italiano e della sua nazione:

"I leader del G8 non menzioneranno pubblicamente lo scandalo che coinvolge Silvio Berlusconi, ma i negoziatori sperano di capitalizzare sulle debolezze del premier italiano e vincere concessioni su punti chiave, tra cui gli aiuti per i paesi in via di sviluppo e il cambiamento climatico (..) Gli altri leader del G8 non sono rimasti bene impressionati finora dalla presidenza italiana. Gli aiuti ai paesi in via di sviluppo sono una priorità di questo come dei vertici passati, ma il comportamento dell'Italia al riguardo è stato "una totale vergogna". (..) Brown, sostenuto da Merkel e Sarkozy, crede che Berlusconi dovrebbe rendere conto di un tale povero risultato (negli aiuti al terzo mondo), proponendo un meccanismo per "nominare e svergognare" i paesi che non mantengono le promesse"

Ed è proprio sulla questione degli aiuti che il nostro premier è stato messo in difficoltà dalla rockstar Bob Geldolf, nel corso di un'epica intervista di cui da noi si è parlato poco. Il Guardian ha notato correttamente che "Berlusconi non è un uomo abituato a interviste dure, dev'essere stato uno shock per lui"; ecco come il Daily Telegraph ha raccontato il match:

"Come può guidare il G8? Qual è la sua credibilità?" ha chiesto Geldof a Berlusconi in un franco scambio di opinioni che ha portato il primo ministro a stringere i pugni dall'irritazione. (..) "Qui abbiamo la firma di un paese e l'onore di un uomo", ha detto Geldof al premier, mostrandogli l'impegno scritto a aumentare gli aiuti all'Africa che aveva firmato al G8 di Gleneagles in Scozia nel 2005. "Mi dispiace, abbiamo fatto un errore", ha risposto Berlusconi. (..) L'intervista è stata riportata dal quotidiano La Stampa, che ha affermato che a volte è sembrata un match di box, con Geldof che scuoteva la testa e interrompeva Berlusconi e i collaboratori del primo ministro a intervenire per calmare gli animi

Dev'essere d'accordo con Geldof anche l'ex capo dell'ONU Kofi Annan, che ha scritto una lettera "brusca" al nostro premier, come riportato dal Financial Times, la stessa testata che ha offerto in questi giorni una ricostruzione geopolitica delle ragioni del declino internazionale dell'Italia:

Quando il premier italiano è stato al governo l'ultima volta - dal 2001 al 2006 - l'amministrazione Bush aveva bisogno di corteggiarlo perché Washington era in conflitto con i due principali attori del continente europeo: il presidente francese Jacques Chirac e il cancelliere tedesco Gerhard Schröder. Oggi, tutto è cambiato. Francia e Germania hanno dei leader fortemente pro-americani, sicché Obama non ha bisogno di essere tollerante verso Berlusconi come il suo predecessore

Anche il think thank Open Democracy ha insistito sull'isolamento del Bel Paese e del suo leader:

Nell'ambito della comunità internazionale, Berlusconi è più isolato che mai, e conta come unico stretto alleato il presidente russo Dmitry Medvedev. I segnali che indicano come l'indebolirsi della sua posizione nuoccia alla reputazione stessa dell'Italia sono numerosi (..) La consapevolezza che le cose non possono continuare in questo modo è sempre più diffusa; e insieme all'intensificarsi delle critiche sollevate dalla stampa estera è aumentato il numero degli italiani che hanno deciso di dare sfogo alla propria rabbia e appellarsi agli alleati occidentali affinché proseguano con le loro indagini

Anche il Wall Street Journal ha fatto cenno ai recenti scandali, riferendo dell'imbarazzo diffuso tra gli altri leader mondiali:

Al di là dei confini italiani, alcuni commentatori hanno suggerito che le controversie che circondano il primo ministro potrebbero lasciare gli altri in leader in dubbio su come reagire. Ulrike Guérot, un commentatore politico (..) ha affermato che il cancelliere tedesco Angela Merkel, che si aspetta una rielezione in settembre, dovrebbe fare particolarmente attenzione, data la propensione di Berlusconi a fare scherzi davanti alle telecamere. "Nel contesto delle elezioni tedesche, devi stare attento a quali foto ti fai fare con Berlusconi"

In Francia, i giornali si sono concentrati più sull'eredità del terremoto; Le Point, ad esempio, vi ha intravisto un'ulteriore minaccia sulla strada di Silvio Berlusconi:

"In questo momento di crisi e dopo il terremoto, voglio lanciare un messaggio di sobrietà", aveva dichiarato Silvio Berlusconi il 24 aprile (..) Il Cavaliere era allora all'apice della sua popolarità grazie alla buona gestione del sisma (..) Due mesi dopo, tutto è cambiato. I 60.000 senza tetto, di cui 25.000 ancora nelle tende, temono che, per mancanza di fondi, i lavori di ricostruzione finiscano per durare un'eternità. Sguazzando nel fango e ammassati nelle tende in cui si raggiungono i 40°, vivono male la presenza massiccia delle forze dell'ordine. Più che i no-global, il governo teme ormai le manifestazioni della popolazione locale

Sugli stessi toni Le Figaro:

Se i soccorsi, all'indomani del sisma, sono stati rapidi e efficaci come mai prima in Italia, i lavori di messa in sicurezza sono in ritardo. Circa il 60% delle case sono danneggiate solo marginalmente tuttavia, a tre mesi di distanza, il rientro degli abitanti avviene con il contagocce, mentre il centro storico resta off-limits. Con il proseguire delle scosse sismiche, le fessure e le crepe dei primi giorni si sono aggravate. I comitati accusano la Protezione Civile di aver dato la priorità al G8 senza occuparsi della rilocazione delle persone sinistrate. (..) Le famiglie cominciano a iscrivere i loro figli nelle scuole della costa adriatica. E' il segno dell'inizio di un esodo

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