Intervista: Giovanni Terzi a polisblog, "Milano non può finire con l'Expo"



Bruce Springsteen ha preferito non organizzare una tappa del suo tour a Milano. L’anno scorso lui e il suo entourage avevano preso una multa per il “rumore” provocato nei dintorni di San Siro. Inutile sottolineare come l’assenza del Boss nella città che ospiterà la prossima Expo ha creato un danno di immagine per la città tangibile. Per questo motivo polisblog.it ha intervistato l’assessore Giovanni Terzi che si sta impegnando pubblicamente affinché a Milano si possa continuare a far musica.

Comincerei chiedendole di presentarsi ai nostri utenti, spiegando quindi perché si sta impegnando a favore della musica nel capoluogo milanese.

Io mi sto impegnando per la musica perché mi impegno per i giovani per cercare di far sì che ci siano dei momenti di aggregazione per i giovani vissuti con serenità e non con lacci o lacciuoli che impediscono di fruire la musica in maniera normale.

Lei si occupa delle attività giovanili a Milano?

Delle attività produttive, degli eventi, della moda. Naturalmente la parte dedicata agli eventi comprende anche i giovani che vi partecipano. Non solamente i giovani ma anche i giovani.

Il suo impegno pubblico a favore della musica è stato deciso in occasione del concerto di Bruce Springsteen dell’anno scorso?

Quella è stata un’occasione molto importante. Io credo che l’invio di un avviso di garanzia ad un grande artista non faccia bene all’internazionalità di Milano. Credo che non faccia bene a nessuno.
Ho posto l’attenzione a questi grandi eventi, che hanno anche un ritorno economico importante per la città, affinché quanto organizzato finora a Milano possa essere replicato.

Ci può dire se nei mesi successivi al concerto di Springsteen sono stati cancellati degli altri eventi?

Non lo so. Abbiamo, malgrado quell’episodio, avuto grandi concerti. Abbiamo avuto i Depeche Mode. Abbiamo avuto Amiche per l’Abruzzo. San Siro è ancora considerata la Scala del rock. Certo è che abbiamo avuto il danno dell’immagine.

Continuando a parlare di musica, pochi mesi fa è stato chiuso una storica discoteca: il Rolling Stone. Dal suo punto di vista Milano sta cambiando con i giovani milanesi?

Intanto io credo che ci sia anche una trasformazione dei costumi. Va detto che queste chiusure non fanno bene alla città. L’amministrazione deve comunque impegnarsi a trovare la soluzione tra pubblico e privato trovando degli spazi per i giovani.

Crede che il problema sia a carico dell’amministrazione o ai privati che non investono?

È un problema complessissimo. Non dipende solo dall’amministrazione. Diciamo che bisogna tenere gli occhi aperti per risolvere questo problema.

Milano è una città dove arrivano molti studenti Erasmus. Esiste un progetto sull’Expo utile per creare dei punti di aggregazione per i giovani?

L’Expo è un progetto di trasformazione della città molto profondo. All’interno di questo contesto sono previsti più di cento eventi al giorno.
L’Expo, va detto, non è l’ultima data utile per Milano. Milano non può finire con l’Expo.

Il suo impegno a favore della divulgazione musicale a Milano ha attratto l’interesse di molti imprenditori creativi. Come possono fare i nostri utenti, ad esempio, a mettersi in contatto con lei?

Io ho avuto la fortuna, in questa ultima settimana sui decibel, di aver ricevuto circa 10mila mail. Il modo più semplice per interagire con me è mandarmi una mail ad assessore.terzi@comune.milano.it.
Se una persona ha una buona idea la prendiamo in considerazione.

Foto | milanoweb.com

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