Sondaggi elezioni 2013: i giovani preferiscono Grillo, le donne il PD


Nella marea di sondaggi che riguardano la prossima tornata elettorale, ne spuntano due che riguardano le preferenze degli elettori per fasce di età e per genere. Due sondaggi di due istituti di ricerca – l'Ispo di Renato Mannheimer e Ipr Marketing di Antonio Noto – che hanno metodi e sostanzialmente anche obiettivi diversi, ma è interessante vedere che danno risultati contraddittori soprattutto per quanto riguarda il voto giovanile. Cominciamo dalle cose su cui entrambi i sondaggi sono d'accordo: tra i più giovani, e soprattutto tra chi andrà a votare per la prima volta, il Movimento 5 stelle la fa da padrone.

Secondo Ispo, nella fascia 18-23 anni, il 30,4% dice che voterà per la lista di Beppe Grillo, seguito da un 28,6% che voterà PD. Le proporzioni cambiano nella fascia di età 24-34 anni: qui il 30,9% voterà per il partito di Bersani, mentre il 18,9% per il M5S. Molto basso invece l'appeal del Pdl, ma anche di Rivoluzione Civile, Lega Nord e Fratelli d'Italia. Quella giovanile è una platea elettorale piuttosto importante, circa 12 milioni di persone, che sembrano più interessate del passato a votare: secondo l'Ispo, alle scorse elezioni il 50% dei giovani dichiarava di volersi astenere, mentre quest'anno la percentuale scende al 21% tra i 24-34enni e all'8% tra i 18-23enni che votano per la prima volta.

Sulle preferenze dei giovani, però, i due sondaggi non dicono la stessa cosa. Anche secondo Ipr Marketing il Movimento 5 Stelle è preferito dai giovani (qui però si prende in considerazione una fascia di età diversa), ma tra i 18-30 anni ci sarebbe un forte sostegno anche per il Pdl. Al contrario, Mannheimer dà il partito di Berlusconi a cifre molto basse tra i giovani: 12,4% tra chi vota per la prima volta e 15,5% tra i 24-34enni. Secondo Ipr, una parte molto consistente del bacino elettorale di Grillo non proviene solo dai giovani, ma anche dai 30-55enni, laureati o con formazione medio-alta, che tradizionalmente si astengono alle elezioni. Questa fascia rappresenterebbe il 51% dell'elettorato di Grillo.

Per quanto riguarda il PD, secondo Ipr può contare su un 53% di elettorato femminile, 56% di ultra 40enni e 57% di impiegati. Un dato chiaro, che tocca anche il Pdl, è la sostanziale "fedeltà" degli elettori, molto restii a passare dal centrodestra al centrosinistra e viceversa. Laddove invece c'è stato un passaggio è verso il M5S e la Scelta Civica di Monti, che pesca in prevalenza tra gli imprenditori e i liberi professionisti, di età compresa tra i 40 e i 60 anni, in maggioranza maschi, che in passato hanno votato per il centrodestra ma che è insoddisfatto della leadership di Berlusconi e in altre elezioni (perlopiù quelle locali) ha votato centrosinistra.

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