Obama apre un'inchiesta su 2000 Talebani assassinati e gettati nelle fosse comuni


I lati più sporchi e oscuri della guerra al terrore sembrano venire alla luce grazie ad una inchiesta del New York Times. Secondo quanto pubblicato dal giornale americano, nel novembre del 2001 quasi 2 mila Talebani, presi prigionieri dalle milizie di Abdul Rashid Dostum, un signore della guerra sul libro paga della Cia, vennero lasciati morire soffocati all'interno dei container o crivellati di colpi. I loro corpi sono poi stati sepolti in una fossa comune a Dasht-e-Leili, vicino a Shibergan, città natale e quartier generale di Dostum.

Per il NYT il governo Bush avrebbe scoraggiato l'inchiesta avviata a suo tempo da Fbi, Dipartimento di Stato e Croce rossa dopo la scoperta delle fosse in cui erano stati nascosti i cadaveri.

Ora che alla Casa Bianca non c'è più il guerrafondaio texano, anche su questa vicenda dovrebbe essere fatta un po' di luce: Barack Obama ha infatti annunciato di aver dato incarico al suo team per la sicurezza nazionale di raccogliere tutti i fatti noti relativi alla strage dei detenuti Talebani: "Penso che ci siano responsabilità che tutti i Paesi abbiano, anche in tempi di guerra. E se emerge che la nostra condotta abbia aiutato in qualche modo violazioni del codice di guerra, bisogna accertarlo".

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