Alta tensione in Honduras: si va verso lo scontro armato?

honduras

Dopo giorni di tentate trattative e colloqui più o meno fatui sono tornati in Honduras i momenti dei proclami e delle minacce: il golpista e autoproclamatosi presidente Micheletti ha confermato che Zelaya non potrà fare rientro nel Paese "in nessun caso e che potrebbe al massimo ottenere l'amnistia se si mettesse totalmente a disposizione dei giudici".

Inoltre Micheletti, dopo aver ribadito che le elezioni presidenziali si terranno il 29 novembre prossimo come programmato o addirittura ancora prima, ha accusato Chavez di essere l'ispiratore delle violenze che nei giorni scorsi hanno scosso il Paese, forse dimentico degli omicidi perpetrati dal nuovo regime in questi giorni nei confronti dei movimenti di protesta.

Non si è fatta attendere la risposta del presidente venezuelano che durante il suo settimanale impegno radiofonico ha detto che "questo è il momento della verità per Obama", che deve confermare il cambiamento rispetto alla politica di Bush. Chavez imputa a Obama di essersi limitato a una condanna verbale del golpe hondureño.

Si prospetta quindi molto lungo il braccio di ferro fra il presidente de facto della dittatura hondureña Micheletti e il presidente democraticamente eletto Manuel Zelaya: finirà con lo scontro armato?

Immagine|Honduras en el mundo

  • shares
  • Mail
3 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO