Sondaggi Regionali Lombardia: Maroni supera Ambrosoli. E il Pd cerca il voto disgiunto


Il testa a testa in Lombardia continua a essere serrato. Negli ultimi sondaggi, realizzati da Datamonitor, c'è però una novita: Roberto Maroni supera Umberto Ambrosoli. Il candidato presidente della Lega Nord raggiunge infatti quota 40%, mentre il candidato di Pd e del centrosinistra scende al 38%. Due punti, quindi. Un dato quasi irrilevante, visto che la forbice di errore dei sondaggi si aggira sul 2/3%, ma è evidente che il centrodestra ha indovinato le mosse per recuperare una regione che fino a poco fa era data per persa.

Gli altri sono tutti indietro: Albertini (Lista Monti) è al 10%, come Silvana Carcano, candidata del Movimento 5 Stelle. Per quanto riguarda invece i partiti, il Pd rimane quello più votato (28%), Sel al 3,5%, Patto Ambrosoli al 3%, l'Idv al 2% e due punti raccolgono anche gli altri partiti alleati del centrosinistra. Il totale della coalizione è 38,5%. Per quanto riguarda il centrodestra, il Pdl sale al 18,5%, la Lega Nord è all'11% e la Lista Maroni al 4%. Lavoro e libertà di Tremonti al 2%, La Destra e Fratelli d'Italia all'1,5% e gli altri all'1%. Il totale è 40,5%.

Pochissima differenza quindi tra il voto per i candidati e il voto per i partiti, tra l'altro in una regione che sarà decisiva nella corsa al Senato per le elezioni 2013. Ed è per provare a dirottare un po' di voti dal centro in funzione anti-Maroni che il Pd prova a convincere Monti e Albertini a fare un accordo per il voto disgiunto. Una soluzione che non risolve il problema di conquistare la maggioranza al Senato, ma almeno porterebbe i democratici al Pirellone. Ed è addirittura la capolista alla Camera di Scelta Civica ad appoggiare il progetto.


Ci sono anche buone possibilità che sia lo stesso Ambrosoli, avvocato che riscuote le simpatie dei moderati, a potersi muovere più silenziosamente dei vertici nazionali per trovare un accordo. E potrebbe essere anche una prova generale per l'accordo nazionale che potrebbe rendersi obbligatorio dopo il voto. Ne parla l'HuffPost.

In casa Pd, è matura la consapevolezza che Ambrosoli abbia anche canali suoi di contatti con Scelta civica, soprattutto in ambito milanese. Del resto, l’avvocato è un candidato che fin dall’inizio convinceva gli ambienti moderati della Lombardia. In questa luce, la possibilità del voto disgiunto assume maggiore concretezza, dà maggiore sicurezza ai piddini, sebbene il quadro nazionale resti terremotato dalla frammentazione del voto, la destra che risale nei sondaggi, la vittoria ritenuta certa qualche settimana fa messa a serio rischio. In questo quadro è ovvio che la Lombardia diventa anche prova generale di un legame con i montiani estensibile a livello nazionale dopo il voto.

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