Beppe Grillo candidato alla segreteria Pd. È stato escluso perché poteva vincere?



Della candidatura di Beppe Grillo alla segreteria del Partito Democratico si è detto tutto e il contrario di tutto. La notizia di ieri è che la sua iscrizione al partito è stata (definitivamente?) respinta e che l'ex-comico genovese non potrà concorrere alla leadership.

Data notizia delle discordanti reazioni tra i democratici, con tutti i vertici guidati da Fassino e Bersani che fanno appello alla presunta incompatibilità di Grillo con i valori del partito, e la Serracchiani che fa loro eco affermando - in una lettera a lui rivolta - che "lo statuto non ti permette di candidarti e tu lo sai". Detto anche che altri come Adinolfi e la stessa Binetti sono invece favorevoli alla candidatura, a noi preme più che altro capire che possibilità avrebbe il nostro Beppe se lo si lasciasse libero di concorrere.

La prima domanda è: ma perché i "burocrati" del partito, come li chiama lo stesso sfidante, si sono opposti in maniera così dura, regalandogli una visibilità insperata e facendo in definitiva il suo gioco? Ricordiamo che è molto opinabile la teoria statutaria della Serracchiani e dei boss, perché la presunta esclusione per statuto si basa sul seguente codicillo:

"Sono escluse dalla registrazione nell'anagrafe degli iscritti e nell'albo degli elettori le persone che siano iscritte ad altri partiti politici o aderiscano a gruppi di altri partiti politici all'interno di organi istituzionali elettivi"

Ora, è vero che Grillo è promotore delle liste a 5 stelle, ma riconoscerlo in questo articolo pare quantomeno discutibile. E allora perché non lasciarlo partecipare e basta, dimostrando che il Pd è davvero una struttura aperta e che le primarie non sono la solita farsa con un vincente già scritto? Quante volte il centrosinistra ha sottolineato la sua superiorità democratica nei confronti del Pdl millantando di non avere un lìder maximo indiscutibile come Berlusconi? Ora è il momento di dimostrarlo, come già fu all'epoca delle primarie pugliesi che videro la sorprendente affermazione di Nichi Vendola.

Ma... c'è un ma. Non sarà che i vertici hanno davvero paura di essere spazzati via dalla base come sostiene lo stesso Grillo? Anche i sondaggi a questo proposito sono discordanti, con l'Istituto Crespi che ipotizza un discreto 19%, mentre Affari Italiani addirittura stima un roboante (e alquanto improbabile per la verità) 70%.

Ai lettori l'ardua sentenza, nei commenti e tramite il sondaggio sotto riportato.

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