Obama prova a riformare la sanità, i repubblicani attaccano: "riforma socialista"

obama Dopo essersi rilassato con il lancio inaugurale nell'80esima edizione della partita delle stelle di baseball al Busch Stadium di San Louis, Obama prova a scalare uno dei tabù più rigidi del capitalismo selvaggio made in U.s.a: la riforma della sanità. Michael Moore, tra i tanti, aveva tentato di spiegarlo nel suo ultimo lavoro, Sicko, di come funzioni la sanità negli Stati Uniti: no money, no cura.

Questa la formula che fa si che centinaia di milioni di persone siano senza diritti di accesso a cure mediche. Questo orrore sembra però rappresentare un vanto per tanti americani, che ogni qualvolta si parli di questa riforma vedono scatenarsi l'indignazione repubblicana e non solo. Anche questa volta si è ripetuto il tutto.

Michael Steele, chairman dei repubblicani, ha tuonato: "la riforma del presidente è socialista", mentre Jim DeMint, il senatore ultraconservatore lancia l'appello: "Dobbiamo fermarlo su questo". Come se avere diritto a cure sanitarie fosse un male. Di seguito la risposta di Obama, davanti ai giornalisti al Children National Medical Center.

"Anche se le famiglie americane sono state colpite da una spirale crescente di costi, le compagnie assicurative e i loro manager hanno continuato a fare profitti. Anno dopo anno abbiamo continuato a fare resistenza. Ma se non agiamo, e se non agiamo adesso, nulla potrà mai cambiare".

Non sembra spaventato dai sondaggi, Mr Obama. Questa sì che è un'occasione per dimostrare che lui, la storia, la vuole davvero cambiare.

Immagine|Flickr

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