Razzismi: il bambino napoletano di Treviso, l'autista ATM, e Matteo Salvini Eurodeputato

Unite i puntini: qualche tempo fa, Matteo Salvini rimedia una figura barbina, per essere stato pizzicato, con tanto di video - lo trovate qui sopra - ad intonare un canto razzista contro i napoletani. Roba per cui, colleghi di partito a parte, anche da destra era stato aspramente redarguito - leggete il pezzo di Facci, a tal proposito. Chiaramente anche noi avevamo scritto qualcosina a proposito di Salvini e napoletani.

Ieri, salta fuori la storia che ti fa tornare in mente che i bambini delle elementari sono tante cose, ma due, sicuramente: crudeli, e plasmati da quel che sentono in casa dai genitori. Avete sentito del bambino campano costretto a cambiare scuola, in quel della civilissima Treviso marchiata Gentilini? I compagni che gli dicevano di tanto grave?

ha spiegato che gli altri alunni lo sbeffeggiavano, intonando canzoni contro i napoletani (dove le avranno mai sentite recentemente? Mah... ndr) dicevano che avevano paura di lui, «perché figlio di un camorrista», e lo emarginavano durante le attività scolastiche (...) Tra i gesti più odiosi riferiti dalla donna, anche l’abitudine di alcuni compagni del figlio di disinfettare le penne dopo che lui aveva toccate «perché puzzava»

Ecco, avete preso la matita e unito i primi due puntini? Ne uniamo un altro e ci siamo...

Avete seguito la vicenda di Mohamed Hailoua? Il diciottenne marocchino che voleva lavorare per l'ATM, i trasporti pubblici milanesi, ma a causa di un Regio Decreto del 1931 non poteva. Nota bene: 1931, circa a metà del ventennio fascista. Era proibito a chiunque non avesse la cittadinanza italiana o europea di lavorare per l'azienda trasporti milanese. Ieri Mohamed ha parzialmente vinto il suo ricorso. La norma, era discriminatoria.

Se volete saperne di più se ne parla su 02blog. Matteo Salvini, il fiero propositore di idee come l'apartheid della Libertà sui mezzi pubblici milanesi, il cantore dei maleodoranti partenopei, non si è fatto sfuggire l'occasione per una serie di dichiarazioni che ricordano un William J. Simmons - fondatore del Ku Klux Klan - solo, leggermente più soft:

«È arrivata l’ora che questi giudici si trasferiscano in Marocco, dove potranno assaporare le virtù del sistema giudiziario marocchino (…) A Milano i mezzi pubblici dovranno essere guidati solo da cittadini italiani - ha aggiunto Salvini -. Chiamerò immediatamente Catania (presidente di Atm n.d.r.) perché Milano e i milanesi siano rispettati e tutelati e gli fornirò centinaia di curricula di aspiranti autisti lombardi»

Bene avete unito il terzo puntino? Ultimo appunto: Matteo Salvini rappresenta l'Italia, è un parlamentare europeo. Ah, se volete valutare da voi il sistema giudiziario marocchino, o semplicemente farvi un'idea, c'è una splendida Guida del Touring Club Italiano su Google Books.

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