La maestrina Serracchiani dà i voti, D'Alema si irrita. La penna non è rossa abbastanza?


Piace a Debora Serracchiani il ruolo che si è ritagliata di castigamatti del Pd. Naturalmente a patto di non toccare i poteri forti del suo partito, coi quali si schiera senza tentennamenti. Se però si tratta degli oppositori, benché occulti come Massimo D'Alema (ma anche aperti come Ignazio Marino) la nostra maestrina dalla penna rossa bastona che è un piacere.

E allora vediamoli questi giudizi, così come riportati dal Corrierone, che li ha tratti da un'intervista a Zoro.

Dario Franceschini 6,5. "Al segretario do il voto più alto, ma si deve impegnare di più."

Pier Luigi Bersani 6. "Nessuno si è accorto che si è candidato."

Ignazio Marino 5. "Ci serve un segretario non un chirurgo."

Walter Veltroni 6-. "Se elaborasse le cose successe negli ultimi mesi vivrebbe meglio."

Francesco Rutelli S.V. "Candidarlo a sindaco di Roma è stata una grossa cazzata."

Massimo D'Alema 5. "Mi sta anche simpatico (e meno male, NdR), ma poteva evitare di mangiare l'ennesimo leader."

La nostra Debora - che bontà sua si autoassegna un modesto 5,5 per dimostrarsi umile - incassa immediatamente l'irritata risposta di capo-Red D'Alema, che solitamente non le manda a dire.

"Ma chi le ha dato la cattedra?" ha sbottato il nostro. Già, chi? Forse proprio voi del Pd, alla disperata caccia di un gggggiovane. E l'avete trovato, bravi!

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