Intervista - Susanna Schimperna a polisblog:"La mediocrità? Sta da entrambe le parti"

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Politica e moralità: due parole che abbinate emettono il suono delle unghie sulla lavagna. Ne abbiamo parlato con Susanna Schimperna, giornalista e conduttrice radiofonica che del tema si occupa, direttamente o indirettamente, da anni.

Se volete leggervi qualcosa di Susanna Schimperna, mantiene dal 2005 - che per la blogosfera non è proprio un secolo, ma quasi - un blog, Cattivi Pensieri, in cui si dibatte pressochè di qualunque cosa. Buona lettura, l'intervista prosegue dopo il salto.

Quale rapporto c’è secondo te tra politica e moralità?

(ride). La politica è totalmente scissa dalla moralità. E dall’etica. Data la mia posizione anarchica non posso che dirti questo. Una volta si faceva finta che l’una fosse riconducibile all’altra. Gli esponenti della Destra storica, che erano liberali e non fascisti, hanno messo in discussione persino la prevenzione sostenendo che potesse ledere la libertà personale. Da quella politica sono passati, però, 140 anni.

Cosa pensi di Marino? E sui dubbi sulla moralità che ha avanzato a proposito di Luca Bianchini?

Qualora fosse un bravo medico, e non ho motivi per credere che non lo sia, dovrebbe continuarlo a farlo. Sul caso Englaro, giusto per farti un esempio, secondo me ha dimostrato di non sapere ascoltare.
È indubbio, se parliamo delle sue dichiarazioni sul caso di Luca Bianchini, che abbia posto dei problemi reali.
Il problema non è se è giusto tenere uno che stato incriminato. Il problema è come arrivano certe persone in certi posti. Questo è un problema lecito e reale.

Perché è stato appoggiato dagli intellettuali e non dagli stessi politici?

Perché è ovvio. Perché il Partito Democratico ha un’identità incerta. Qualunque imprevisto provoca degli sconquassi pazzeschi. Ogni volta si rimanda al dibattito interno che i dirigenti hanno paura di fare. Hanno giustamente paura a farlo.
Ti sei reso conto quante volte c’è stato il richiamo all’unità? Ma perché? Noi siamo un partito. Noi abbiamo dei progetti e da lì proseguiamo.
Credo comunque un personaggio politico, delle caratteristiche di Marino, avrebbe creato problemi anche in altri partiti. Lui, nel suo partito, va contro a delle persone che ritengono di essere nel giusto solo perché fanno politica da quando avevano quindici anni.

Cosa pensi, invece, sulla candidatura di Beppe Grillo?

Ti rimando a quello che ho scritto sul blog.
“Ancora una volta il Pd sceglie però di discutere su questioni marginali e si precipita a mostrare le divisioni interne. Qualcuno attacca le regole poco chiare, altri insorgono contro le primarie, qualcun altro apre cautamente a Grillo (il solito Marino, ora un po' pauroso dopo le bacchettature recenti), e c'è chi alza le spalle e con noncuranza sibila che si tratta di boutade e provocazione (Fassino; a proposito, ma è boutade o provocazione? o le due cose sono diventate sinonimi?), infine, chi la mette sul tecnico (come fa a iscriversi in un comune dove non risiede?).
Proprio non vediamo l'ora di essere governati da questi qua.
Se reagiscono così di fronte a un super problema come l'autocandidatura di un ex comico, possiamo ben sperare in pronti e lucidi interventi di fronte a quisquillie tipo crisi economica, alleanze internazionali, immigrazione, diritti umani, lavoro e sanità. Saranno compatti, decisi, con idee chiarissime, bravissimi. In una parola: vere schegge”.

Da libera pensatrice, credi che il sistema politico in Italia intercetti l’interesse degli intellettuali?

Sì. Spesso le esigenze di lavoro. Si dovrebbe ragionare su temi grossi, come l’alimentazione a base di carne. Ma questo non avviene.
Se ci fosse un Leonardo Sciascia uscirebbe da tutto questo. Vista la mediocrità sia da una parte che dall’altra.

Ci lasci con un cattivo pensiero?

Io sarò molto contenta quando vedrò gli italiani, in base a quello che dicono dentro i bar, votare i partiti più piccoli. Sarebbe una cosa esteticamente, più che moralmente, bella.
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