Questione meridionale, Partito del Sud, finanziamenti pubblici: riparte il circolo vizioso?


Da qualche tempo c'è stato un ritorno di attenzione sulla Questione meridionale. La sua versione 2.0 si chiama Partito del Sud e rappresenta l'evoluzione (diciamo così) del concetto coniugato con una dose di autonomismo e una spruzzatina di orgoglio meridionale. Un progetto politico trasversale intorno al quale non fanno fatica a ritrovarsi esponenti politici con storie molto differenti, ma che sembrano uniti nello slogan Dateci i soldi!.

Sull'argomento interviene Il Giornale che, nella quotidiana missione di sostenere il Padrone in ogni sua uscita (più o meno felice), oggi parla di Sindrome del Sud: un circuito vizioso che funziona più o meno così. Il politico locale spende più di quanto ha. Viene rieletto grazie a queste spese. E al momento di pagare il conto ripropone la questione meridionale. Nel frattempo ai cittadini vengono ridotti i servizi, già di scarsa qualità. E Roma, per non rischiare di perdere consensi, copre i conti a piè di lista.

La teoria di Nicola Porro, pur leggermente sospetta dato che casualmente va a sostenere Berlusconi nel suo scontro con i meridionalisti del Pdl, ha un suo interesse e ci riporta a quanto pubblicato ieri dai giornali circa i conti della sanità nelle diverse regioni e il grado di soddisfazione dei cittadini. I dati dimostrano che le Regioni che hanno accumulato un debito mostruoso non lo hanno fatto per la proccupaizone di "coccolare" i cittadini nel momento del bisogno, dato che in Calabria, tanto per citare un esempio, la soddisfazione degli utenti sarebbe sotto il 10%, pur in presenza di una spesa sanitaria esorbitante e fuori controllo.

Forse gli animatori dei moti del "Dateci i soldi!" dovrebbero pensare più a come spendere il denaro pubblico e meno a come chiederne dell'altro..

Foto | Flickr

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