Rassegna stampa estera: intercettazioni, Berlusconi e Patrizia D'Addario di nuovo sulla ribalta internazionale


Anche questa settimana la notizia di politica italiana più commentata dai media internazionali è stato l'affaire Berlusconi - Patrizia D'Addario. E' così ormai da settimane, e la tempesta mediatica non accenna a placarsi, almeno dall'altro lato delle alpi.

Cominciamo la nostra periodica rassegna con l'editoriale non firmato apparso sul britannico Observer, di particolare durezza, intitolato "Le buffonerie di Berlusconi meritano la nostra censura", che è stato immediatamente ripreso in Francia dal Courrier International:

Molte ragioni sono state addotte per questa apparente immunità (di Berlusconi alle conseguenze dello scandalo, ndt): lo scandalo dà nuovo lustro alle credenziali di macho che attraggono alcuni dei suoi sostenitori; l’Italia è abituata alla corruzione; unn numero sufficientemente ampio di elettori preferisce la stabilità e la sfrontatezza del governo Berlusconi all’instabilità e l’ipocrisia dei precedenti premier. Inoltre, Berlusconi ha resistito a scandali che includevano accuse molto più sinistre che il saltellare con escort. Ma mentre è vero che la politica italiana ha le sue dinamiche, l'eccezione culturale non giustifica un governo marcio

Il vero scandalo è il modo in cui la storia è stata cancellata dai media italiani. Berlusconi controlla abbastanza del sistema dei media italiani da limitare gli articoli di critica al suo comportamento. (..) Le notizie sul suo scandalo sessuale sono state limitate ad alcuni siti web e a un solo grande giornale, La Repubblica. Berlusconi ha definito la copertura da parte dei giornali come "sovversiva”. Importa a qualcuno che la democrazia italiana sia distorta in questo modo? E' un fatto doloroso a cui assistere, ma l'Italia è ancora un paese importante, attualmente presidente del G8, un partner importante dell'Ue, una grande economia dell'eurozona. Gli altri paesi dell'Unione europea dovrebbero essere meno indifferenti a un partner che porta il loro club in tali condizioni. Gli altri leader europei avrebbero tollerato, da un paese che si apprestasse a diventare membro dell'Ue, una situazione in cui la società civile è così evidentemente sottomessa alla volontà del Premier? Certamente no. Berlusconi può provare a tutelarsi dalle critiche all’interno dell’Italia, ma non dovrebbe godere di un’immunità di questo tipo all’estero

Sul Daily Telegraph, Tobias Jones ha passato in rassegna gli attori che potrebbero far cadere un primo ministro che "in un paese normale, sarebbe ormai già morto e sepolto"; e dopo aver depennato, nell'ordine, gli alleati (troppo impauriti), l'opposizione (troppo inetta), i media (sono quasi tutti suoi), i servizi segreti (non ce la potrebbero fare da soli) e il Vaticano (a cui in fondo sta bene un governo peccatore ma devoto), Jones rivolge la sua attenzione ad un ultimo convitato:

L'unica speranza si trova nell'opposizione più enigmatica di tutte: il sacro "popolo" italiano (in italiano nel testo, ndt). Una volta ogni generazione, esso sembra sollevarsi in un moto di indignazione contro l'ingiustizia, l'oppressione e la corruzione. Negli ultimi anni il paese ha visto le solite parate di protesta nelle piazze di tutto il paese: enormi manifestazioni, marce, scioperi e così via. Ma non sembra che un'altra rivoluzione sia imminente. Berlusconi deride questi avvenimenti come mere agitazioni di estremisti, opera di una "minoranza rumorosa". Finché la maggioranza silenziosa non spegnerà la televisione, questo tipo di proteste dal basso probabilmente non porterà da nessuna parte

Nel suo blog sulle pagine del Times, Oliver Kamm ha ironizzato, come hanno fatto molti, sull'intenzione di Berlusconi di riguadagnare delle credenziali di purezza cristiana andando in pellegrinaggio sulla tomba di Pader Pio. E la caustica ironia albionica non ha risparmiato neanche il santo:

"Può San Padre Pio salvare Berlusconi?". Segnatevi questa come la numero 94 nell'inesauribile serie delle "Grandi Domande Storiche alle quali la Risposta è No" (..) "San Padre Pio, un mistico francescano morto nel 1968, è famoso per aver sofferto delle stigmate, ovvero le ferite fisiche di Cristo". Per una notevole coincidenza tali stigmate permanenti apparsero non molto tempo dopo che il giovane Pio inavvertitamente scoprì che cosa sarebbe successo se avesse applicato acido fenico alle sue mani

Sul sito News Blaze, c'è stato chi ha ragionato sui modi di selezione dei candidati alle europee di Berlusconi, proprio nei giorni in cui Patrizia D'Addario ha rivelato al francese Journal du Dimanche di essersi vista offrire anche lei una candidatura:

Alcuni dei partiti politici più progressisti e democratici hanno affrontato la questione della parità di genere (..). Altri leader, come il primo ministro italiano Silvio Berlusconi hanno un'idea del valore e dell'utilità delle donne in politica diversa (..). Quando Berlusconi fa le sue scelte, tutte le donne esperte e piene di esperienza del paese sono escluse perché a lui non interessano. Esperienza e impegno non sono quello che cerca. Per citare le sue stesse parole, Berlusconi vuole "facce giovani al Parlamento Europeo - facce giovani e carine"

In Francia si sta diffondendo rapidamente la notizia di un "Berlusconi-party" organizzato in un famoso locale parigino, a cui sarà presente come ospite d'onore proprio Patrizia D'Addario. Una notizia che non poteva sfuggire all'emittente televisiva TF1:

Non è sicuro che Silvio Berlusconi apprezzi la notizia. Patrizia D'Addario, l'escort italiana che afferma aver passato una notte con lui, parteciperà venerdì sera a una festa in suo onore. La serata, che avrà luogo al Globo, è stata battezzata molto semplicemente... "I love Silvio". (..) Il Globo, visibilmente, non ha badato a spese. L'edificio verrà decorato per l'occasione con i colori dell'Italia e il personale sarà vestito con maglie del Milan. Ai partecipanti verranno distribuite maschere di carnevale rappresentanti Silvio Berlusconi

Sempre in tema cugini d'oltralpe, sul sito di informazione Rue89 si può leggere:

Intrappolato da settimane in questo sordido scenario da reality-show, Silvio Berlusconi non ha smesso di gridare al complotto.. senza convincere. Più di una denuncia è stata annunciata dal suo avvocato, ma la stampa non ha ancora abbassato le armi (..). E mentre all’estero ci si burla della sua vita indecente gli italiani, catturati come sono dalle scappatelle di Silvio Berlusconi, non sembrano quasi serbargliene rancore ; il donnaiolo si mantiene a percentuali ragionevoli nei sondaggi di opinione (..). Per il momento, nessun capo di Stato ha commentato le avventure del Primo ministro italiano. Nessuno, tranne un ex. Jacques Chirac l’ha recentemente definito un « uomo un po’ strano »

Analogamente, su De source sure ha commentato come segue il video in cui Berlusconi ammette di "non essere un santo":

Anche nel momento più basso, criticato ad ogni pié sospinto, Berlusconi continua a far ridere metà degli italiani, proprio come quelle “ragazze carine” e quegli “imprenditori solidi” tutti ilari (nel video, ndt). La ricetta continua a funzionare. Come quella del buon vecchio miracolo economico, che numerosi italiani aspettano da più di quindici anni. Così, più avanti nel video, Silvio Berlusconi promette che, da qui a settembre, gli abitanti de L’Aquila e degli Abruzzi, così come il mondo intero, assisteranno a “un miracolo” – ancora una volta, utilizza il lessico religioso..

Per concludere questa rassegna, non posso esimermi dal riportare l'articolo di Paola Totaro - corrispondente europea dell'Herald's - comparso sull'australiano Brisbane Times, intitolato "I media stranieri incitano gli italiani a svegliarsi":

Non sono stati i media italiani ma le prime pagine e gli editoriali dei principali quotidiani del resto dell’Europa, dell’America e persino dell’Australia che hanno riacceso il dibattito in Italia sull’egemonia politica e mediatica di Berlusconi. In Italia, la copertura giornalistica è stata ostinatamente condotta da Repubblica, il secondo giornale quotidiano, e dal settimanale ad essa legato “L’Espresso”, entrambi di centro-sinistra (..). Nel vuoto lasciato dai media locali, la copertura data oltremare ha cominciato a costringere gli italiani a guardarsi con gli occhi degli stranieri, mettendo in evidenza la loro tacita accettazione non solo di standard discutibili di gestione della cosa pubblica, ma anche di una sistema mediatico che scatenerebbe una rivoluzione nella maggior parte delle altre democrazie occidentali. (..) Mentre attraversavo Napoli settimana scorsa, il principio di una certa comprensione e vergogna nazionale mi è stato espresso eloquentemente da un tassista in vena di chiacchiere, che ha ammesso con aria imbarazzata che, sulle prime, come molti italiani, aveva liquidato le buffonerie di Berlusconi come sciocchezze. Adesso, vedendo che i turisti vogliono parlare solo dello scandalo, ha cambiato idea, ed afferma che Berlusconi ha dato un’immagine tremenda degli italiani all’estero. “E’ disgustoso”, mi ha detto

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