Ore 12 - Gli "stop and go" di Bossi, bombe ad orologeria contro Berlusconi

altroCome volevasi dimostrare. Umberto Bossi cambia passo e spinge sull’acceleratore.

Il Senatur giura sull’amicizia e sulla tenuta dell’alleanza con Silvio Berlusconi ma contestualmente ne prende le distanze prodigandosi negli “strappi”. Il capo del Carroccio ha deciso di misurare lo stato di difficoltà del premier e tira la corda.

Ogni giorno una provocazione, uno stop and go per logorare il capo del governo e per richiamare tutti sulla forza elettorale e politica della Lega, senza la quale questo governo salta.

Bossi sa bene che la fine di questo governo equivarrebbe alla sua definitiva debacle. Quindi, almeno per ora, “spinge” senza rompere: così facendo minaccia e allunga la mano in vista delle elezioni regionali del marzo 2010.

Sul piatto della bilancia Umberto stavolta mette addirittura due regioni simbolo quali Lombardia e Veneto le cui presidenze “devono” andare alla Lega: prendere o lasciare. Se non le porterà a casa entrambe, Bossi chiederà altro, e lo otterrà con gli interessi.

Stretto fra la tenaglia corporativa della Lega e il minacciato partito del Sud (o degli “impresentabili”), il governo annaspa, impotente, nella bonaccia. La crisi economica renderà l’autunno incandescente. Le promesse non basteranno più.

L’appannamento di Berlusconi, una leadership in forte calo, questo produce.

Scrive Massimo Franco sul Corriere della Sera: “C’è da chiedersi chi possa fermare questo inizio di deriva, e come. L’impressione è che prevalgano quelli che la vogliono non bloccare ma sfruttare per i propri calcoli di potere. Si indovina una convergenza fra le pulsioni localiste, quasi isolazioniste di pezzi di nord e di sud per regolare i conti con “Roma”; per svuotarne stavolta dall’interno la legittimità di luogo del governo e dell’unità nazionale, per quanto contestati”.

E’ l’inizio della fine?

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