Pillola abortiva Ru486: Sacconi approva senza il sì dell’Aifa



Il Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha annunciato che anche l’aborto indotto da farmaci potrà essere praticato in Italia.

Lo ha fatto a poche ore dalla decisione dell’AIFA (l’Agenzia Italiana del Farmaco) che oggi stabilirà se la pillola Ru486, in grado al momento di indurre l’aborto secondo le nuove prescrizioni del Ministro Sacconi, potrà essere distribuita in Italia.

Logico, a questo punto, chiedersi come avrebbe fatto il responsabile del Welfare ad introdurre un trattamento senza avere certezza della fattibilità. Inevitabile, quindi, pensare che lo stretto collegamento tra Maurizio Sacconi e Farmaindustria (preseduta dalla moglie) sia molto più stretto di quello che si vuol fare credere.

Il conflitto d’interessi del Ministro del Governo Berlusconi, di cui ci siamo occupati anche noi di polisblog.it nelle scorse settimane, è per tanto un dato di fatto che condiziona anche le persone vicine allo stesso Sacconi.

Esemplificativo il comportamento di Eugenia Roccella, sottosegretario del welfare. Dopo aver dichiarato, nei mesi scorsi, che l’utilizzo della pillola Ru486 provocherebbe l’aborto a domicilio non ha mai contrastato pubblicamente le scelte di Sacconi tanto che in una nota i Radicali hanno dichiarato:

“Ci pare che l'antiscientifica e talebana resistenza di Eugenia Roccella e del Movimento per la Vita stia dando gli ultimi colpi di coda anche se la guerriglia dei sanfedisti del 2000 continuerà sotto altre forme”.

Il congelamento di un possibile ragionamento sull’utilizzo del farmaco che fu vietato in Italia nel 2002 da Girolamo Sirchia, allora Ministro della Salute di un Governo Berlusconi, non è solo fermo nella maggioranza.

Ad eccezione di Ignazio Marino, senatore e candidato segretario del PD, che chiese pubblicamente al Ministro Sacconi di spiegare perché la distribuzione della pillola era a discrezione del farmacista nessuno (Franceschini in primis) ha spiegato il proprio pensiero a riguardo. Per la sinistra italiana evidentemente l’opposizione la si può fare senza l’elaborazione di un progetto proprio.

Di un’idea che possa per un attimo ricordare all’opinione pubblica perché le varie mozioni contro l’aborto, e nelle ultime settimane ne sono state proposte diverse, ledano sempre un diritto delle donne. Quindi anche della società civile.

Foto | Flickr

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