Ore 12 - Pd: c'è chi fugge e chi ... entra

altroL’ultima “trovata” è quella di portare tutte le sinistre dentro il Pd. Non è nuova. E’ roba rimasticata.

Prima, durante e dopo la scissione di Livorno, il partito “unico” della sinistra ha sempre avuto i suoi supporters e i suoi detrattori.

Siccome la storia non si fa con i “se” e con i “ma” si deve tener conto della realtà.

Con Berlusconi e il berlusconismo in “discesa” ma governante, con la sinistra sinistra spazzata via, con il Pd ko che, come dice Massimo D’Alema “ha indebolito l’unica cosa che aveva, cioè il partito”.

Così la notizia che non fa notizia è che Bertinotti, Vendola e compagni sono già con un piede nel Partito democratico, avanguardisti di plotoni e reggimenti (?!) pronti a fonfersi nel nuovo grande Pd che verrà.

Insomma, la teoria del teorico Bertinotti, sostenuta da altri compagni oramai senza più “arte né parte” è che in Italia “è chiusa l’esperienza delle due sinistre, c’è spazio a malapena per una sola sinistra”.

Di qui l’appello di un partito unico del centrosinistra che vada da Rifondazione a Di Pietro, passando per Nichi Vendola, Marco Pannella, Dario Franceschini, più socialisti, verdi, comunisti italiani e non.

Bertinotti, noto e inflessibile finisseur, precisa che non vuole “far confluire la sinistra nel Pd” ma vuole, col Pd: “un partito nuovo”. Quindi un’implosione generale per poi rinascere tutti nuovi e tornare tutti insieme felici e contenti nel nuovo Pd.

Ambiguità lessicali? Ricerca della “terza via”? No, semplicemente smarrimento della bussola.

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