Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni: "Mi sono vergognata del PdL...", la Santanché all'attacco

Giorgia Meloni, co-fondatrice del nuovo partito di centrodestra, Fratelli d'Italia, insieme a Guido Crosetto e Ignazio La Russa, ha più volte ammesso di considerare, quella de Il Popolo della Libertà, ormai, una parentesi chiusa.

L'ex Ministro della Gioventù del Governo Berlusconi ha anche speso parole decisamente forti, ma ovviamente condivisibili, nei confronti del suo precedente partito ma continua a dimenticare il fatto che il suo nuovo partito è comunque alleato con quel PdL di cui ha parlato.

La Meloni, intervistata durante Il Sorpasso, trasmissione in onda su SkyTg24, si è schierata apertamente contro chi ha fatto i propri interessi all'interno del partito:

Anche a me è capitato nel Pdl di vergognarmi dei miei compagni di viaggio, di vergognarmi di quello che il partito faceva, della sua incapacità di capire che la crisi della politica è anche figlia di questa deriva oligarchica che i partiti hanno avuto.

Giorgia Meloni ha arricchito la sua opinione, ponendo come esempi, vicende tristemente già conosciute:

Non c’è bisogno di fare nomi, li conosciamo tutti quanti. Mi sono vergognata di un partito che permetteva ad uno come Fiorito di autosospendersi anziché cacciarlo a calci immediatamente. Mi sono vergognata di un certo imbarazzo con il quale ci si è approcciati di fronte ad alcune vicende di fronte alle quali bisognava banalmente chiedere ai diretti interessati spiegazioni e reagire di conseguenza.

Daniela Santanché, che ha difeso a spada tratta Silvio Berlusconi e tutto ciò che lo riguarda in più di un'occasione, ha subito replicato alla Meloni con queste dichiarazioni riportate da La Repubblica:

Rimango stupita della vergogna che dice di aver provato l'onorevole Meloni quando stava nel Pdl. Ma come? Come mai non si vergognava quando è stata nominata ministro del governo Berlusconi e non si vergognava quando ogni anno percepiva ben 350mila euro e non si vergognava quando faceva fuoco e fiamme pur di ottenere la presenza di Berlusconi nei dibattiti. E se non si vergognava allora, ma oggi di che si vergogna?

La Santanché, infine, ha posto un quesito che, effettivamente, necessiterebbe di un approfondimento:

Se prova vergogna a scoppio ritardato, allora perché non ha avuto il coraggio di navigare in mare aperto senza il salvagente dell'apparentamento? Forse per la vergogna di dire che da sola teme di non raggiungere il 2 per cento?

Foto | © Getty Images

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