22.00 - Astensionismo: più 4%

Forte astensionismo. Questa l'analisi più immediata dopo la chiusura del primo turno domenicale di elezioni. Rispetto al 2006, quando alle 22 di domenica 9 aprile aveva votato il 66,5% degli elettori, alle 22 di oggi si registra - nel campione composto da 1604 comuni su 8101 - un risicato 62%.

4 punti percentuali di astensionismo, che significano 2 milioni di voti in meno. Considerato che le politiche del 2006 sono state decise da 25.224 voti alla Camera, il dato impressiona ancora di più. In presenza di un così forte astensionismo, infatti, non è detto che le consultazioni non possano risolversi come l'ultima volta al photofinish: ma se la tentazione di disertare le urne dovesse aver colpito più una parte politica che le altre, sarebbe più probabile il profilarsi di una vittoria netta, quantomeno alla Camera dei Deputati dove il computo dei voti si fa su scala nazionale.

Per quanto gli italiani si siano ormai abituati a votare il lunedì mattina, è difficile infatti che nella giornata del 14 aprile possa essere recuperato il dislivello rispetto al 2006, elezioni che hanno registrato il record di affluenza. C'è poi un dato piuttosto sorprendente...

Secondo i dati del Viminale, l'affluenza per le consultazioni amministrative è invece in forte aumento. Se nel 2006 alle provinciali aveva votato il 48,7%, oggi siamo già al 57%, mentre alle comunali si è passati dal 60,5% al 63%.

Questo dato può essere inteso come un indice del maggiore grado di coinvolgimento che una competizione elettorale locale può esercitare sui cittadini, che vedono coinvolti nell'agone politico soggetti certamente più vicini alla vita di tutti i giorni.

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