Elezioni 2013: i parlamentari che rimarranno senza seggio (e senza pensione)


Li avevano chiamati "parlamentari esodati", con un paragone quantomeno irrispettoso nei confronti delle oltre 300.000 persone rimaste senza lavoro e senza pensione per gli effetti della riforma Fornero: sono 186 deputati e senatori uscenti che, essendo rimasti fuori dalle liste, in base alla riforma sui vitalizi del parlamentari si ritroveranno senza seggio, senza stipendio e, al contrario di quanto accadeva in passato, anche senza pensione. Sono finiti i tempi in cui bastava sedere qualche anno in Parlamento per maturare a 50 anni un vitalizio di tutto rispetto anche in giovane età, ora bisogna arrivare a 60 anni, che arrivano a 65 per chi ha una sola legislatura alle spalle.

Alcuni di loro avevano anche fatto ricorso contro la legge, ma erano andati incontro alla sonora bocciatura del Consiglio di Giurisdizione della Camera. Giuliano Amato, uno che colleziona incarichi e pensioni, era arrivato a chiedere una "indennità di reinserimento" di due anni per i parlamentari giovani rimasti senza seggio e in attesa di trovare un lavoro. Una proposta che era stata accolta da ironie e sdegno, visto che tra stipendio e indennità i parlamentari ricevono circa 14.000 euro al mese, una cifra che dovrebbe sollevarli da qualsiasi bisogno di "ammortizzatore sociale". Anche perché è già prevista un'indennità: si tratta di un assegno pari all'80% dell'importo mensile lordo per ogni anno di mandato effettivo: 46.000 euro per una legislatura, 140.000 per tre.

Si era lamentata anche l'ex presidente della Camera Irene Pivetti, che in base alle vecchie norme quest'anno avrebbe ricevuto la pensione: alla fine però si è candidata alle Regionali del Lazio con Storace, quindi maturerà altri vitalizi. E in effetti tra i "parlamentari esodati" sono in pochi quelli che rimarranno effettivamente a casa.

Tra i non ricandidati spiccano i nomi di Walter Veltroni e Livia Turco, a cui mancano 2 anni per percepire la pensione, ma che sicuramente non resteranno senza lavoro nel partito o in qualche altro incarico nella nuova legislatura. L'altro assente di lusso, Massimo D'Alema, ha invece già maturato gli anni per la pensione. Renzo Lusetti, Udc ex-Pd, deve aspettare il 2018 per il suo vitalizio, e nel frattempo tornerà a lavorare nell'azienda in cui si mise in aspettativa nel lontano 1987. Rientrerà dall'aspettativa anche Francesco Pionati, già cronista parlamentare del Tg1 prima di approdare alla Camera con Alleanza di Centro: ora tornerà a fare il giornalista in Rai. Non potrà invece rientrare nella tv pubblica Andrea Sarubbi, che era legato da un contratto a progetto interrotto con la sua entrata in Parlamento 5 anni fa.

Tornerà alle sue aziende Massimo Calearo, che d'altronde non ha mai fatto mistero di non sopportare più di tanto l'aula parlamentare. Franco Frattini, altro "esodato" di lusso, che in attesa del 2017 quando maturerà la pensione si occuperà della sua fondazione De Gasperi nella speranza di essere nel frattempo nominato segretario generale della Nato. Gianrico Carofiglio tornerà a scrivere romanzi polizieschi e, forse, a fare il magistrato, mentre sono diversi quelli che i prossimi anni dovranno vedersela con i problemi con la giustizia: su tutti Nicola Consentino, ma anche Alfonso Papa, Luigi Lusi e Marco Milanese.

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