South Stream, sorpresa turca: Berlusconi autoinvitato

south stream berlusconi putin

Una barzelletta planetaria. Silvio Berlusconi ieri tira acqua al suo mulino, vantando come successo della diplomazia italiana la firma dell'accordo per il gasdotto South Stream:

"Un grande successo. La nostra azione di diplomazia commerciale ha portato la Turchia ad accettare che un importante gasdotto, che la nostra Eni costruira' al 50% con Gazprom, possa passare nelle acque territoriali della Turchia sul fondo del Mar Nero". Lo afferma al Tg1 il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dopo la firma dell'accordo fra Russia e Turchia sul gasdotto South Stream

Garrulo sventola il Tricolore tra Mosca ed Ankara! L'Italia gestisce equilibri geopolitici planetari! Bè, più o meno. Oggi una fonte turca riferisce alla Reuters che, insomma, tanto fondamentale il ruolo di SB non sarebbe stato. Anzi, avrebbe fatto la figura dell'amico che vuole entrare nella foto di gruppo e gli altri non lo vogliono. Gli accordi Mosca -Ankara erano straconclusi, quando

il governo turco ha ricevuto un'inaspettata richiesta dell'ultimo minuto da parte di Berlusconi che voleva partecipare alla cerimonia della firma" del premier russo Vladimir Putin e di quello turco Tayyip Erdogan, ad Ankara. La fonte aggiunge che si è creata una "certa sorpresa" quando ci si è resi conto che Berlusconi voleva rivendicare l'accordo come un suo successo personale

"E' il tipo di cosa che può causare un problema diplomatico - dice ancora la fonte turca - Ma siccome si trattava di Berlusconi, ha solo fatto sorridere i due leader"

Imbarazzante. Per saperne di più sugli accordi del gasdotto South Stream, il Financial Times ci offre questi risultati nel suo archivio. Se avete tempo e voglia, dateci un'occhiata, c'è di tutto e di più. Nell'ultimo pezzo, firmato da Ed Crooks, si riassume tutto quanto. Strano: Silvio Berlusconi, Italia, la fondamentale mediazione del tycoon di Arcore non vengono menzionate. Sarà certamente una svista...

Quando ci è arrivata la segnalazione - grazie a Luca, a riguardo - abbiamo subito ripensato all'intervista rilasciata da Daniel Cohn Bendit, leader del '68 parigino, qualche giorno fa a Repubblica

Quanto conta l’Italia di Berlusconi nelle sedi internazionali? Quanto pesano gli scandali legati alla sua condotta?
«L’Italia oggi è completamente fuori dalla responsabilità e dai giochi europei. Di fatto l’Italia di Berlusconi non conta, non c’è. Nessun governo europeo ne capisce le politiche, le strategie e gli obiettivi. E il fatto che il riferimento di Berlusconi in politica estera sia la Russia di Putin la dice tutta. Non c’è bisogno di aggiungere altro»

Foto | Flickr

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