Albania: legalizzate le nozze gay



L’Albania è pronta per il matrimonio gay. Ad annunciarlo il Premier Sali Berisha che reputa la legge, già approvata in altri paesi europei, necessaria per combattere la discriminazione subita oggi dalle persone non eterosessuali.

A questo disegno di legge, ipotizzato con il contributo dell’associazione locale in difesa dei diritti umani, il paese balcanico ci è arrivato a meno di 15 anni dalla depenalizzazione dell’omosessuale. Essere gay in Albania, e in altri paesi limitrofi a maggioranza musulmana, era considerato un reato fino al 1995.

Da quella storica conquista, raggiunta due anni dopo la decisione dell’Oms di non considerare più l’omosessualità una malattia mentale, il paese non ha mai proseguito un vero e proprio dibattito sull’argomento. Lecito, quindi, interrogarsi sulla decisione politica di Berisha.

L’Albania che da tempo si sta adeguando per poter far parte dell’Unione Europea potrebbe far diventare il matrimonio gay il proprio asso nella manica per conquistare Bruxelles. Con questo provvedimento testimonierebbe infatti di conformarsi alle direttive comunitarie diversamente da altri paesi, come ad esempio l’Italia, che sull’argomento fanno finta di non sentire.

Se davvero l’interesse di Berisha non avesse un secondo fine della discriminazione di genere se ne sarebbe già parlato all’inizio del suo mandato, iniziato nel 2005. E non nel 2009.

Foto | Flickr

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