Ore 12 - Tira brutta aria sulle "primarie" del Pd

altroDov’è finita la “fiumana” del popolo delle primarie del Partito democratico? In vacanza, si dirà, come gran parte degli italiani.

Bene. Anzi, male. Quanto meno dal punto di vista dei “democrat” che, stando ai sondaggi, sembra abbiano spuntata anche l’arma dei gazebo.

Insomma, come scrive Il Riformista: “Il popolo delle primarie non c’è più. E il 25 ottobre, il rischio è che manchi persino l’effetto placebo che rinvigorì Prodi e Veltroni”.

Stando ai sondaggi di Ipr Marketing, attualmente solo uno su cinque tra gli elettori del Pd dice che si recherà al seggio per partecipare alla scelta del nuovo segretario. Stanchezza da afa agostana o preludio di una disfatta?

Su queste basi, conta poco sapere che Bersani è attualmente in testa (quasi 20 punti in percentuale) su Franceschini. C’è addirittura il rischio che nessun candidato superi il 50% e che alla fine il nuovo segretario sarà eletto dall’Assemblea nazionale.

Insomma, pare che anche lo strumento (abusato e strumentalizzato) delle primarie non sblocchi il Pd che, anzi, resta piantato in mezzo al guado. Chiunque vinca si troverà in mano un partito ridotto a poco più di un cesto di “foglie secche”.

Forse al vertice del Pd dimenticano che hanno perso quattro milioni di voti. Altro che gazebo!

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