Il Ministro Gelmini contro il Tar del Lazio



l Ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato per opporsi pubblicamente alla decisione del Tar del Lazio, secondo il quale i docenti della religione cattolica non possono partecipare a pieno titolo agli scrutini.

“I principi cattolici - ha dichiarato il Ministro - sono patrimonio di tutti e vanno difesi da certe forme di laicità intollerante che vorrebbero addirittura impedire la libera scelta degli studenti e delle loro famiglie di seguire l'insegnamento della religione”.

Al di là di tutte le considerazioni che si possono, o meglio si devono, continuare a fare sul concetto di Stato laico, quanto detto da Mariastella Gelmini rappresenta ahimè troppo bene l’inadeguatezza dell’attuale Governo su tutto ciò che potrebbe rappresentare il futuro del nostro paese.

Preso atto della facoltà che viene concessa a tutti gli studenti di frequentare le lezioni di religione cattolica, il Tar del Lazio ha stabilito che lo scrutino finale non possa essere condizionato da un’opzione ma da parametri standard.

Se, supponiamo, gli alunni potessero decidere in autonomia se frequentare o no le ore di educazione fisica il Tar del Lazio avrebbe stabilito l’inutilità del giudizio dell’insegnante di ginnastica sugli scrutini finali.

Il pensiero del Ministro Gelmini non tiene quindi in considerazione i fatti ma una sterile contrapposizione tra laici e cattolici.

Nessuno nega al Ministro il proprio legittimo diritto di esprimere una propria opinione. Per essere però davvero utile al dibattito relativo agli insegnamenti facoltativi dovrebbe parlare di ciò che realmente è stato deciso. E non dell’inutile contorno.

Foto | panorama.it

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