Dopo i dialetti, Zaia parla d'altro: fuori i Gay dalla tv di stato

zaia

Inutile negarlo, in assenza di “letterine”, “papini”, e sexgate del premier in vacanza, il protagonista di queste assolate giornate d’agosto è certamente Luca Zaia, il ministro per agricoltura.

Dalla questione dialetti, che dovrebbero essere più presenti nella nostra vita televisiva, ed in particolare nelle fiction (secondo il ministro leghista) abbiamo già avuto modo di leggere. Oggi, in questo articolo di tv blog, continuiamo però a parlare di Tv e di Luca Zaia per quanto riguarda… i Gay.

Eh si, perché per il ministro, sollecitato in una intervista da Klaus Davi, ha dichiarato che “La Rai deve essere un canale per promuovere i valori della famiglia, non per veicolare la cultura gay o le unioni gay”

Nella sostanza parrebbe di capire che la “cultura gay” non dovrebbe trovare spazio nella tv di stato.

Per essere più chiaro, il ministro ha continuato così “Sarebbe bene che le associazioni gay invece di mandare talvolta in televisione personaggi macchiette, si decidessero a rendere visibili personaggi meno appariscenti. In ogni caso la Rai non deve dare priorità al mondo omosessuale e alle sue istanze, bensì seguire le indicazioni del governo e promuovere la famiglia e i valori familiari” il tutto, però, sempre secondo il ministro, senza alcuna discriminazione “perchè la tv deve dare spazio a tutti ma la priorità della Rai deve essere promuovere la famiglia”.

Foto |lucazaia.it

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