Chi: sfogo di Silvio Berlusconi su opposizione, Avvenire e paparazzi



Per capire quanta credibilità stiano perdendo i quotidiani è necessario riflettere sui mezzi utilizzati dal Presidente del Consiglio per fare un punto sulla sua estate, quindi sulla sua attività politica prevista per il prossimo autunno.

Dribblando tutte le inutili accuse di conflitto di interessi Silvio Berlusconi ha deciso di difendersi dalle accuse direttamente dalle pagine del settimanale Chi. Il magazine diretto da Alfonso Signorini raccoglie l’ennesimo sfogo dell’uomo che, va scritto e ricordato, vincendo con un ampio margine le elezioni politiche ha tutti i mezzi per governare bene.

Peccato che il primo a non credere nella sua maggioranza sia proprio lui, il leader del Popolo della Libertà, tanto da precisare che l’assenza di riforme è colpa ovviamente dell’opposizione rea di non avere un altro senso dello Stato.

Ora, cercando di essere intellettualmente onesti, va precisato che il successo elettorale ottenuto lo scorso anno potrebbe garantire al Governo la conclusione dell’intero mandato. Una scusa del genere, perché di questo si tratta, non è stata elaborata neanche da Romano Prodi a cui è bastato poco più di un voto per smettere di fare politica in Italia.

Liquidata l’opposizione il Presidente del Consiglio si è concentrato sulle critiche avanzate contro di lui, e il suo Governo, da Avvenire e Famiglia Cristiana.

“Sono – ha dichiarato Silvio Berlusconi - anche loro caduti nel tranello delle calunnie contro di me, prendendo per vere notizie false. Io non ho mai intrattenuto “relazioni” con minorenni e non ho mai organizzato “festini”. Ho partecipato soltanto a cene certamente simpatiche, ma assolutamente ineccepibili sul piano della moralità e dell'eleganza. E non ho mai invitato consapevolmente a casa mia persone poco serie”.

Al di là del tipo di relazione che lo lega a ragazze più giovani nessun commento sulle annotazioni fatte dalle testate sugli alleati. Proprio ieri Famiglia Cristiana criticava le disposizioni sui matrimoni misti. Nessuna dichiarazione a riguarda per il Premier è fondamentale, forse, essere percepito più come un credente peccatore che come un creatore di progetti socialmente condivisi.

Barocca è stata quindi l’inutile precisazione su Villa Certosa che non sarà messa in vendita, malgrado nelle scorse settimane fosse stato dichiarato il contrario. Che anche la casa delle bambole del Papi sia al centro della disputa tra le figlie Barbara e Marina?

Foto | Flickr

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