Ore 12 - E la riforma fiscale?

altroCi sono 170 mila contribuenti “sospetti” di avere irregolarità con transazioni internazionali. Tre miliardi di euro evasi al fisco in sette mesi e un terzo è finito nei paradisi fiscali.

Quello delle evasioni fiscali e più in generale delle tasse, si sa, è uno dei nodi irrisolvibili del nostro Paese.

E’ il leit motiv delle campagne elettorali. Meglio sarebbe dire, la promessa delle promesse (mai mantenuta). Si vincono (e si perdono) le elezioni promettendo tasse meno pesanti e la caccia e la punizione di chi invece evade il fisco. Aria fritta.

Anche se la Guardia di Finanza “lavora” bene: l’ultima notizia viene da Pordenone dove le Fiamme Gialle scoprono evasioni di società estere per 30 milioni di euro. Così ogni tanto è la Guardia di Finanza a “cantare vittoria”.

Non è la classica vittoria di Pirro. Ma il problema vero era e resta di carattere politico. Se non si cambiano le regole del “patto fiscale”, tutto, o quasi, resta come prima. Cioè i più sono costretti a pagare “troppo”, anche perché “troppi”, le tasse, non le pagano affatto.

La dimensione dell’evasione fiscale in Italia non ha eguali in Europa: è pari al 28% del Pil: uno scandalo che grida vergogna e … vendetta. Abbiamo, oltre a quello dell’evasione fiscale, anche il record dell’economia sommersa.

Forse, invece di tanti proclami, basterebbe semplicemente un primo passo: chi paga un servizio a un professionista deve avere la possibilità di detrarlo.

Troppo semplice? Perché allora non lo si fa?

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