Solo l'Italia non si preoccupa del sovraffollamento nelle carceri



A meno di sette giorni dall’iniziativa dei Radicali, grazie alla quale più di cento esponenti politici hanno potuto condividere con dei criminali il sovraffollamento delle carceri, il dibattito sui luoghi di detenzione sembra essere concluso.

Sia a destra che, forse soprattutto, a sinistra dove il dibattito si è spostato sul fondoschiena dolomitico (così sono state definite dallo scrittore Mauro Corona) di Debora Serracchiani. Probabilmente l’anatomia di una delle più discusse esponenti del Partito Democratico è più importante dello sviluppo sociale del paese.

Va precisato, inoltre, che quanto sta accadendo in Italia non rispecchia la situazione di altri paesi aventi amministrazione con un colore politico simile a quello dell’attuale maggioranza di Silvio Berlusconi.

In Francia, ad esempio, il neo Ministro della Giustizia Michèle Alliot-Marie (il precedente Guardiasigilli era la più discussa Rachida Dati) ha deciso di intervenire per diminuire il numero di suicidi nelle carceri.

Ad oggi, nel solo 2009, ben 81 persone hanno deciso di togliersi la vita durante la permanenza in questo tipo di strutture. A causare questo tipo di morti, che saranno monitorate dal Governo con due report annuali, sarebbe proprio il sovraffollamento.

Probabilmente, a differenza dell’Italia, il Governo di Nicolas Sarkozy ha capito che la qualità della vita di un paese è proporzionale anche all’intenzione di reintegrare nella società persone che hanno sbagliato trasformando chi compie un reato in una risorsa.

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail
80 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO