Rassegna stampa estera: Berlusconi, l'Italia e i suoi media visti dagli stranieri


Silvio Berlusconi è in vacanza in quel di Villa Certosa, la scena politica italiana è dominata dalle uscite agostane dalle Lega, mentre l'attività di governo è ferma a causa della pausa estiva. Ragioni a quanto pare non sufficienti a interrompere il flusso più o meno interrotto di articoli sul nostro primo ministro da parte della stampa straniera.

Il francese Le Parisien ha ad esempio scelto di ripiegare su una facile ironia nel commentare le recenti uscite del premier:

Silvio Berlusconi ha dichiarato, in un’intervista al settimanale 'Chi', di non aver "mai intrattenuto relazioni con ragazze minorenni". Ed ha aggiunto di non aver "mai invitato, a casa sua, persone poco serie". L’intervista è stata realizzata a Villa Certosa, la sontuosa residenza sarda oramai nota per le foto, apparse sulla stampa, di feste con giovani donne dal seno nudo.

"Non ho mai intrattenuto relazioni con minorenni e non ho mai organizzato festini. Ho solo partecipato a simpatiche cene, assolutamente ineccepibili sul piano della moralità e dell’eleganza", assicura, senza che gli scappi da ridere, il capo del Governo italiano sulle pagine del settimanale appartenente alla famiglia Berlusconi. (..) Con tali dichiarazioni, il mediatico Berlusconi potrebbe decisamente aggiudicarsi il premio della comicità politica, sezione europea, assegnato ogni anno dai giornalisti francesi

L'attenzione di Le Monde, invece (così come quella della tedesca Bild), è stata attirata questa settimana dal caso del terremotato de L'Aquila che ha chiesto di essere ospitato in una delle ville di Berlusconi:

Antonio Bernardini a fatto sapere che non avrebbe nessun problema a recarsi in Sardegna. D’altra parte, Berlusconi dovrà presto lasciare la sua villa per trasferirsi proprio a L’Aquila per onorare la sua promessa di seguire da vicino i lavori di ricostruzione della città sinistrata. Secondo la stampa, un imprenditore avrebbe già messo a sua disposizione una villa con piscina non lontano dal luogo in cui si è tenuto il G8. Resta da vedere che cosa sarà delle altre due promesse fatte ai senzatetto: organizzare delle crociere estive e fornire loro, a partire da settembre, degli alloggi provvisori che permettano di abbandonare le tendopoli e gli hotel della costa adriatica dell’Abruzzo

In Italia La Repubblica ha intervistato Jean-Marie Colombani, ex direttore proprio di Le Monde, che la settimana scorsa aveva pubblicato sul sito State.fr un articolo molto critico verso il Presidente del Consiglio italiano. Ecco un estratto delle sue risposte:

"In qualsiasi altro paese dell'Unione europea gli elementi raccolti dai magistrati avrebbero conseguenze certe sul piano giudiziario. Mi sembra che il vostro primo ministro si comporti come un intoccabile, che anzi si senta in diritto di attaccare le poche voci che lo criticano. Ma ciò che è più interessante sul lungo periodo è capire le ripercussioni politiche di questa vicenda". (..) "Bisognerebbe intanto capire quando Gianfranco Fini avrà il coraggio di prendere la guida di quella parte della destra che definirei civilizzata. Al tempo stesso, il fatto che Berlusconi sia ora più fragile, meno libero e più ricattabile, permette alla Lega Nord di dettare condizioni e imporre al governo leggi sull'immigrazione o dibattiti su simboli dell'unità del paese"

La rivista d'oltralpe VSD ha invece da parte sua intervistato il direttore di Repubblica Ezio Mauro, che ha dichiarato tra le altre cose:

Con ogni evidenza, c’è da noi un’anomalia. Siamo l’unico caso in Europa in cui un capo di governo controlla l’insieme dei media audiovisivi, attraverso le sue reti private e quelle pubbliche, senza contare i giornali che possiede. Bisogna sapere che sette italiani su dieci si informano esclusivamente attraverso la televisione. Dal momento che le reti televisive italiane hanno praticamente occultato lo scandalo di Noemi Letizia, la maggior parte degli italiani non sapevano niente di questa storia. Ne sapevano sicuramente di più i francesi!

Telerama si è spinta più in là nel supporto del giornale del Gruppo L'Espresso, titolando "Forza La Repubblica!":

Ultimo baluardo di resistenza in un paesaggio mediatico ai piedi del Cavaliere, il Gruppo La Repubblica-L’Espresso è stato raggiunto nella sua battaglia dall’ex giudice Antonio Di Pietro, deputato d’opposizione che ha comprato un’intera pagina sull’Herald Tribune per denunciare questo pericolo. Nanni Moretti, da parte sua, prepara un documentario sul tema (“E’ successo in Italia”): “Siamo di fronte a una catastrofe etica, istituzionale, umana e culturale che ci porta ogni giorno un po’ più in basso. L’asservimento della grande maggioranza dei giornalisti è ormai un fatto compiuto”

Lo statunitense Time, invece, ha dedicato alla stampa italiana nel suo insieme un articolo molto critico, intitolato "I quotidiani italiani, fonti sfiduciate". La tesi di base è che se gli italiani leggono così poco i giornali, ciò è anche per colpa di questi ultimi e del loro stile e linguaggio paludato. Ma c'è di più:

Mentre molto si è detto del controllo della televisione italiana da parte di Berlusconi (..) anche la stampa cartacea del paese ha i suoi conflitti di interesse. Il gruppo Fiat controlla con partecipazioni azionarie il quotidiano milanese Corriere della Sera e La Stampa di Torino. La Repubblica è posseduta da Carlo De Benedetti, un rivale in affari di Berlusconi con interessi nei settori dell’energia, dell’automobile e della sanità. Il Sole 24 Ore, il quotidiano finanziario del paese, è controllato dalla principale organizzazione di industriali del paese. “Gli imprenditori italiani dipendono ampiamente dalla politica” afferma Ricardo Franco Levi, parlamentare dell’opposizione ed ex caporedattore de L’Indipendente, un tentativo di breve durata di creare nel 1991 un giornale autenticamente indipendente. “Le possibilità di fare reportage aggressivi sono molto, molto limitate”

Il britannico The Guardian si è invece stupito dei veementi attacchi di Berlusconi al TG3, e ha cercato di offrirne un'interpretazione in un articolo intitolato "Berlusconi sente che la fine è vicina?":

perché Berlusconi dovrebbe attaccare questi mezzi, quando ha praticamente il controllo assoluto su tutti gli altri? Perché mai non lascia che un canale e un quotidiano continuino a fornire notizie, anche solo per dare l’idea della libertà di stampa? Dopotutto, la resistenza di Berlusconi dopo mesi di rivelazioni scandalose sulla sua vita sessuale, può solo testimoniare l’efficace manipolazione dei media italiani da parte sua. (..) Nonostante la perseveranza del TG3, Berlusconi è riuscito ad esercitare un efficace controllo sulle altre due reti pubbliche e possiede tre delle quattro restanti reti private. Immaginatevi lo scandalo delle spese di ministri pubblicato solo sul Telegraph, con il solo passaggio di riferimenti a “pettegolezzi e accuse sui rimborsi spese dei Ministri manovrate politicamente” in TV e sugli altri quotidiani. Questo è quello che sta accadendo oggi in Italia, l’unica differenza è la natura dello scandalo. La risposta potrebbe consistere nel fatto che Berlusconi sappia che la fine è probabilmente vicina. Pare che il Presidente del Consiglio abbia confessato ai suoi più intimi collaboratori di temere un tentativo di detronizzazione in autunno, e abbia già cominciato a preparare la sua “campagna d’autunno”. I leader di sinistra ritengono che la vera portata degli effetti della crisi economica globale si riveleranno in autunno (..)

In Svezia lo Svenska Dagbladet ha dedicato un articolo dall'ambizioso titolo "Capire l'Italia" al documentario del regista italo-svedese Erik Gandini "Videocracy" (di cui potete vedere il trailer qui):

“Cominciavo a pensare che fosse venuta l’ora di saldare i conti – ridacchia Erik Gandini - di raccontare qualcosa dell’Italia che loro stessi non vedevano. Che il mondo venisse in Italia e di far vedere fino a che punto si è arrivati. (..) Ero sconvolto sul serio vedendo gli effetti di questo mondo. I miei amici italiani parlano tutti della TV come di un mostro. Io ho dato la mia versione di questo mostro. (..) Berlusconi ha creato un mostro che nemmeno lui riesce più a controllare. Il risultato è che l’Italia si trova nella parte bassa della classifica mondiale della parità tra i sessi e della libertà di espressione”. Adesso (Erik Gandini,ndt) spera che nasca un dibattito vero sulla televisione in Italia e che il suo film mostri la realtà dietro le promesse di felicità e godimento. Perché l’Italia di Berlusconi non è qualcosa di cui ridere, si dovrebbe piangere piuttosto – ”non c’è niente da ridere, solo da piangere”, dice

Altri giornali si sono dedicati ai soliti tentativi di spiegazione dell' "anomalia italiana", riportando il punto di vista di alcuni esperti. E' il caso del canadese MacLeans:

L’ambivalenza profondamente radicata degli italiani nei confronti dei propri politici – non si aspettano niente da loro e chiedono ancora meno – è sempre risultata proficua a una personalità eccessiva come quella di Berlusconi. La sua politica da reality show, come la definisce Stille (Alexander Stille, giornalista e scrittore statunitense, ndt), è risultata perlomeno divertente per un elettorato che tende a credere che la corruzione sia endemica, se non universale. Ma il suo trionfo più grande – il ritorno al governo solo due anni dopo l’amara sconfitta elettorale del 2006, con una delle più stabili maggioranze del dopoguerra – comincia ad assomigliare più ad un atto finale che a un nuovo capitolo. L’uomo che prima o poi lo sconfiggerà è quello che vede riflesso nello specchio

Nello stesso solco, sempre in Canada, il National Post:

Alcuni italiani dichiarano il proprio imbarazzo per lo scandalo. Altri minimizzano, accettando l’ammissione di Berlusconi di non essere un santo. Quasi nessuno si è detto scioccato per il fatto che una cosa del genere sia potuta accadere in Italia e l’episodio ha scalfito solo minimamente la sua popolarità. “Berlusconi ha un fattore che gioca a suo favore in questo scandalo: il cinismo quasi senza limiti del popolo italiano rispetto ai politici e alla classe politica”, ha affermato Alex Stille (..). Non nuoce il fatto che il controllo assoluto di Berlusconi sulla televisione italiana (..) abbia assicurato una scarsa copertura del “sexgate” sul mezzo di comunicazione più popolare del paese. La realtà è che gli italiani si sono assuefatti a vedere i loro leader circondati da scandali. (..) “L’Italia è stata l’anomalia d’Europa per molto tempo”, afferma James Walston, un professore all’Università Americana di Roma. “C’è mancanza di rispetto per la legge in ampie parti della società. Per molti italiani, ciò che Berlusconi ha fatto è degno di ammirazione”. (..) In Italia, nota Victor Lapuente, un esperto di governo all’università svedese di Gothenburg, i sindaci coinvolti in episodi di corruzione vengono spesso rieletti, una cosa che sarebbe impensabile in molti paesi nord europei

Il britannico Tribune, ha invece dedicato la sua copertina e un lungo articolo a spiegare "Come gli italiani si sono innamorati di Berlusconi". Dopo una lunga carrellata storica gli autori - i professori italiani Stefano Fella e Carlo Ruzza, che hanno pubblicato il saggio "Re-inventing the Italian Right. Territorial politics, populism and 'post-fascism'"- concludono:

L’Italia rappresenta per gli altri paesi europei una lezione salutare di cosa può accadere quando una diffusa ostilità pubblica per i politici dell’establishment porta al collasso del sostegno per i partiti tradizionali e degli outsider politici riescono dunque a raccogliere consenso sfruttando questo sentimento anti-partitico. Quando questo si combina con un’impennata del sostegno alle risposte populiste, nazionaliste ed illiberali al cambiamento sociale, allora i pericoli per le convenzionali norme della democrazia liberale possono essere forti. Questo è particolarmente vero quando i media sono molto apertamente partigiani e la persona che incarna lo spirito del tempo populista ed anti-politico possiede gran parte dei media ed è così esperta nello sfruttare il loro potenziale

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