Per Di Pietro la "gallina" dalle uova d'oro è Berlusconi. Per il Pd, invece ...

Antonio Di Pietro fa quello che fa. E dal suo punto di vista, cioè dei suoi interessi (e dell’Idv), lo fa bene. Diciamo che gli “frutta”: in termini di voti, di potere e di soldi.

Per Tonino, Berlusconi è la gallina dalle uova d’oro. L’ex Pm ha fatto e fa dell’antiberlusconismo (oramai ha raschiato il fondo del barile) la sua arma vincente.

Ma, vincente per chi? Tonino “munge” magistralmente la “vacca” Berlusconi. Ma qual’è a tutt’oggi il risultato “politico”?

Che Berlusconi (pur con tutte le malefatte personali e le cose non fatte dal suo governo) è saldamente in sella. E l’antipolitica (in questo il Cav e Tonino pari sono) ha distrutto la politica, non migliorando i partiti ma riducendoli a uso e consumo personale di padri, padroni e padrini.

Oggi, il problema vero è il Pd, non l’Idv.

L’opposizione del Pd (durante e dopo Veltroni) senza prospettiva di governo dà a Di Pietro spazio e fiato per tutte le posizioni populiste e giustizialiste dell’Idv, partito, è il caso di ricordarlo, non peggiore degli altri ma che raccoglie nelle sue file dirigenti (con lodevoli eccezioni) che sono il “peggio”, rimasugli degli altri partiti: gente cui Di Pietro ha dato un seggio come il Cav alle veline.

Allora? Senza Berlusconi Di Pietro non esisterebbe politicamente. Senza questo Pd (che ha sempre pensato di usare l’ex Pm e invece ne è stato usato) Di Pietro sarebbe solo una meteora.

Ha ragione chi dice che per legittimare il nuovo corso del Pd, basterebbe che ci si liberasse della “serpe in seno”.

Il nodo è uno solo: finch’è ci si contendono i voti dentro lo stesso bacino elettorale (fra Idv e Pd, sinistra ecc), a vincere e governare è Berlusconi. Le alternanze di governo avvengono se ci sono gli spostamenti di voti dalla maggioranza all’opposizione.

Questo non è avvenuto e non avverrà finch’è il Pd resta stretto nell’abbraccio mortale con Di Pietro.

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