Caso Maugeri: Formigoni indagato per associazione a delinquere

La conclusione delle indagini della Procura di Milano sul caso della fondazione Maugeri riserva un boccone amaro per il governatore uscente della Lombardia. Roberto Formigoni dovrà rispondere infatti, insieme ad altri 16 imputati, dell'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, frode fiscale, riciclaggio e interposizione fittizia.

Tra gli altri accusati eccellenti ci sono il faccendiere Pierangelo Daccò e l'ex assessore alla Sanità della Lombardia Antonio Simone. L'inchiesta sulla fondazione Maugeri ha scosso le fondamenta del gruppo dirigente lombardo facente capo a Comunione e Liberazione.

Per i Pm l'associazione per delinquere operava almeno dal '97 e Formigoni è considerato addirittura uno dei "promotori". Dall'analisi dei conti correnti del candidato senatore emergerebbe la ricezione di circa otto milioni di euro e nessuna restituzione di denaro. Secondo la Procura Formigoni avrebbe avvantaggiato il San Raffaele in cambio di beni e favori.

La reazione del Celeste non si è fatta attendere e punta nella solita direzione della "congiura delle toghe rosse":

La tempistica della Procura è come sempre molto efficiente: che cosa non si fa per cercare di coprire lo scandalo Mps che rischia di travolgere la sinistra? Così in 24 ore si incriminano Scaroni e Orsi, si condanna Pollari, si continua a distruggere l'Ilva, si depositano gli atti per Formigoni

Il "Celeste" ha infine ironizzato dicendosi sorpreso di non essere stato accusato di omicidio. Omicidio no, in effetti, ma l'infinita serie di scandali della Lombardia formigoniana ha certamente ammazzato la pazienza dei cittadini.

Foto | © Tm News

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