Le Frecce Tricolori a Tripoli per i 40 anni del regime di Gheddafi: i dittatori ricchi puzzano meno degli altri?


Se, malauguratamente, Romano Prodi avesse inviato le Frecce Tricolori a Cuba, in Corea del Nord o in Birmania per supportare le parate in onore del regime, il suo Governo avrebbe avuto una vita ancora più breve.

Per qualche bizzarro motivo, invece, il Governo guidato da Silvio Berlusconi sotto le insegne del Popolo della libertà non si crea alcun problema ad inviare la pattuglia nazionale ad illuminare i cieli di Tripoli durante le celebrazioni per la presa del potere da parte di Gheddafi, avvenuta il primo settembre di 40 anni fa. Già, le Frecce Tricolori saranno mandate dal Governo delle Libertà a celebrare un dittatore che da 40 anni detiene il potere assoluto in Libia.

Una scelta vergognosa che trova supporto nell'editoriale di Cervi, sul Giornale (di famiglia) di oggi, secondo cui ci sono moltissime ragioni “a conforto della tesi di Berlusconi e dei suoi ministri: secondo cui i gesti d’amicizia verso il raís danno e daranno frutti copiosi in termini di lotta all’immigrazione, di cooperazione economica, di forniture energetiche. L’assicurarci petrolio e gas per i prossimi decenni può ben meritare, si osserva, l’invio delle Frecce Tricolori - molto richieste all’estero - per una esibizione davanti al Colonnello”. Nel mentre il ministro della Difesa ha risposto alle polemiche spiegando che “l'esibizione delle Frecce Tricolori a Tripoli è un impegno che il Governo ha assunto sulla base di una richiesta venuta dalla Libia”.

Tutto questo dovrebbe significare che qualunque regime dittatoriale del mondo - se dotato di riserve di gas o petrolio e ben disposto verso le imprese italiane - può ottenere la partecipazione delle Frecce alle celebrazioni di un colpo di stato. Interessante concetto di Libertà guida questo Popolo.

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