Placanica assolto dalla Corte Europea per l'omicidio Giuliani. Fu legittima difesa


La Corte Europea per i diritti dell'uomo ha finalmente emesso la sua sentenza definitiva sulla morte di Carlo Giuliani, il dimostrante ucciso da un colpo partito dall'arma del carabiniere Mario Placanica nel corso del G8 di Genova, 8 anni fa. Fu legittima difesa, come sostenuto dallo Stato italiano, in quanto Placanica "non è ricorso a un uso eccessivo della forza, ma ha risposto a quello che ha percepito come un reale e imminente pericolo per la sua vita e quella dei suoi colleghi".

Si chiude così una lunghissima vicenda (anche se la famiglia ha opposto l'ennesimo ricorso) che sanziona come potenzialmente omicida il comportamento di Carlo Giuliani che con in mano un estintore aveva spaccato il vetro della camionetta dei carabinieri alla testa di un gruppo di esagitati, come dimostrato dalle immagini da cui è tratta la foto d'apertura.

Va altresì detto che la Corte ha condannato anche lo Stato al pagamento di un risarcimento di 40.000 euro alla famiglia, poiché "l'Italia nel pianificare e preparare le misure di pubblica sicurezza, avrebbe minimizzato i rischi". Questa parte della sentenza appare vieppiù nebulosa e sa di premio di consolazione per i ricorrenti, soprattutto perché la Corte "non riconosce alcun legame diretto e immediato tra i difetti nella preparazione delle operazioni e la morte di Carlo Giuliani".

Quest'ultimo dettaglio, unito al riconoscimento che il Governo italiano abbia cooperato efficacemente con la Corte, cosa che esclude la violazione dell'articolo 38 della convenzione, fa sì che non si vede a quale titolo il risarcimento debba andare alla famiglia Giuliani e configura quest'ultima decisione come un atto salomonico teso a chiudere la vicenda dando un contentino ai ricorrenti.

Giuliano Giuliani, padre di Carlo, pur dichiarandosi soddisfatto (lo credo!) della pioggia di denaro che lo investirà a breve, ha tuttavia affermato:«Noi, comunque, faremo ricorso e impugneremo la sentenza nella parte in cui non vengono messe in luce le violenze che le forze dell'ordine hanno fatto sul corpo di Carlo subito dopo la sua morte, per cercare di fare credere che il colpo fosse stato deviato». «Questa sentenza - conclude Giuliani - esprime davvero quello che abbiamo sempre detto, e cioè che ci fu una volontà politica di creare quel disastro».

In realtà al più esprime l'incompetenza dell'allora ministro Scajola e la totale impreparazione del Governo di fronte all'imponente organizzazione messa in piedi dai No global, tesa a fare più danni possibili alla città e alle strutture che ospitavano il G8. E le avvisaglie c'erano state nei precedenti eventi dello stesso genere, quindi non vi sono scusanti.

Non è un caso che dopo Genova tutto cambiò e si decise nei limiti del possibile di non ospitare più i G8 nelle grandi città, fino alla scelta della Maddalena poi commutata dell'ultima sede dell'Aquila.

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