Senatori cattolici del Pdl contro Gianfranco Fini. Solo la Lega si batte per uno Stato laico



Le uscite pubbliche di Gianfranco Fini sono sempre più indigeste per il Popolo delle Libertà. Alcuni senatori del partito di Silvio Berlusconi non avrebbero gradito l’apertura sul testamento biologico del Presidente della Camera.

In una nota congiunta Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, rispettivamente capogruppo e vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato, hanno precisato che non intendono accettare lezioni di laicità dall’ex leader di Alleanza Nazionale.


“Non possiamo accettare che ai senatori del Pdl vengano impartite lezioni di laicità. Anche perché in questa fase storica assai più che dal clericalismo la laicità è minacciata da quel dogmatismo in cui non di rado incorrono anche i paladini di una presunta laicità che in questo modo si trasforma in laicismo”.

Al di là del senso della nota, più che dalle motivazioni che hanno spinto i senatori del Pdl a prendere le distanze da un collega di partito, forse bisognerebbe prendere atto che puntando ad una leadership incontrastata Silvio Berlusconi ha lasciato dietro di sé una mediocre anarchia.

Preso atto delle considerazioni elaborate nei giorni scorsi da media cattolici, quali sono secondo Gasparri e Quagliariello le osservazioni giuste? Probabilmente nessuna. Per questo motivo è lecito pensare che il loro senso di democrazia è inversamente proporzionale allo sviluppo di un paese tollerante.

Davanti a tanta ambiguità non ci resta quindi che affidarci alla Lega. L’unico partito che al momento ha deciso di parlare chiaro sottolineando senza troppi voli pindarici la naturale, e auspicabile, differenza tra l’Italia e il Vaticano.

Foto | blitzquotidiano.it

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