Scontro Berlusconi-Chiesa: non finisce qui

Allora, dove eravamo rimasti? Ah, la cena della Perdonanza saltata fra premier e Bertone.

L’attacco di Feltri (neo direttore del Giornale, quotidiano della famiglia Berlusconi) al direttore di Avvenire (quotidiano della Conferenza episcopale italiana): “non ha titoli morali per giudicare il Cavaliere”.

La replica e la protesta della Cei. Il premier che si dissocia e prende le distanze dal “suo” direttore. Il Pdl che (in privato …) va in tilt. Il Pd che gode (senza meriti).

Commedia già vista. Non proprio. Perché stavolta il finale può riservare sorprese. Anche perché non di scontro giornalistico si tratta.

Si è sfiorata la crisi diplomatica fra Italia e Santa Sede. E soprattutto c’è un nodo politico (rapporti Chiesa-Premier-Governo) che può addirittura decidere le sorti di questo premier e di questo governo (il voto dei cattolici).

La questione da cui partire è una sola ed è prettamente politica: Silvio Berlusconi non ammette critiche alla sua leadership e tanto meno alla sua vita privata. Da qui deriva tutto il resto.

Solo chi sta sulla Luna può pensare che l’attacco (una vera e propria aggressione) del Giornale a Dino Boffo (cioè indirettamente alla Chiesa) sia solo una “forzatura” del “solito” Feltri. Il direttore del Giornale, giornalista di fiducia del Cav, è solo un esecutore della linea dettata dal capo padrone di tutta la baracca. Feltri è stato chiamato apposta per fare questo lavoro “sporco”.

E sotto il mirino c’è adesso la Chiesa perché la Chiesa ha messo sotto torchio Berlusconi.

In questo senso la Lega ha fatto da apripista (in modo grezzo ma almeno sul piano politico) e il Giornale ha voluto riprendersi la … primogenitura.

Anche la Chiesa (i vescovi ecc.) spesso fa il passo più lungo della gamba e … interferisce su questioni di … altrui pertinenza. Ma, stavolta, cosa hanno detto i vescovi (attraverso Avvenire e il suo direttore)?

Si sono limitati a dire che i cittadini hanno il diritto di aspettarsi dai loro governanti anche un esempio morale, uno stile di sobrietà e di responsabilità. Perché, non è giusto?

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