Speciale rassegna stampa estera: Berlusconi contro La Repubblica, i giornali stranieri, L'Avvenire, Il Vaticano...


Il fatto che il presidente del consiglio abbia fatto richiesta di danni, oltre che a Repubblica (per le 10 domande), a numerosi giornali stranieri avrà prevedibilmente l'effetto di una bomba H sui media internazionali, provocando una ridda di commenti.

Già nella prima giornata infatti il numero di articoli pubblicati è altissimo: vediamo dunque le prime reazioni a caldo. Il premio per il miglior titolo va in my humble opinion al sito statunitense gawker.com: "Berlusconi fa causa a ogni giornale europeo che non possiede":

Il primo ministro italiano Silvio Berlusconi ha fatto causa a un quotidiano di sinistra in Italia, oltre ad altri in Francia e in Spagna, e ne ha adocchiati un paio in Gran Bretagna. Perché? Perché continuano a porgli domande calunniose riguardo alla sua ridicola vita privata! (..) Silvio, sappiamo che le leggi sulla diffamazione sono molto meno amichevoli qui negli USA che nella maggior parte d’Europa, ma comunque: sei un puttaniere moralmente corrotto con un debole per le minorenni! Tu, il primo ministro italiano Silvio Berlusconi, paghi per fare sesso con prostitute quando non stai dormendo con minori!

Repubblica ha ovviamente reagito alla causa cercando solidarietà tra gli altri quotidiani europei. Con successo. Qui potete trovare , oltre a quello dell'ex portavoce di Tony Blair Alistair Campbell, i brevi commenti rilasciati a caldo da rappresentanti di Libération, Le Monde, Le Figaro, The Guardian, Die Zeit, Europa Reporters sans Frontieres, Die Welt, Le Point. Io mi limito a riportarvi quello del direttore del Courrier International, che mi sembra particolarmente significativo:

Courrier International aveva già pubblicato le prime 10 domande a Berlusconi. Dopo questo attacco legale degli avvocati del premier, abbiamo deciso che mostreremo ai nostri lettori anche le 10 nuove domande. Ci sembra un atto doveroso nei confronti di Repubblica, che ha condotto una campagna insistente e coraggiosa. Sarebbe molto preoccupante se i magistrati italiani stabilissero il carattere diffamatorio di questi dieci, semplici interrogativi. Potrebbe essere un precedente pericoloso per tutta l'Europa

Katie Paul, sul suo blog sulle pagine di Newsweek, ha offerto una sua interpretazione e fornito un consiglio direttamente al Cavaliere:

Considerato quanto è vasto il suo impero mediatico, e quanta parte dell’informazione controlla attraverso le sue televisioni, riviste, libri e giornali, l’offensiva legale di Berlusconi sembra avere più a che fare con la sua percezione di avere diritto ad esercitare un controllo del suo messaggio, più che con un’autentica preoccupazione per la verità e la diffamazione. In conclusione, ecco un modesto consiglio per il primo ministro: se vuole far smettere i giornali di pubblicare foto che la ritraggono mentre si trastulla con ventenni nude, per favore, nell’interesse di tutti, smetta di trastullarsi con ventenni nude. Quando il sesso è una parte integrale della tua politica, è giusto che entri a far parte del ciclo dell’informazione. Basta (in italiano, ndt), Berlusconi

Il sito della BBC si è concentrato sul fatto che le cause abbiano colpito anche giornali stranieri, rilevando:

Non è chiaro se Berlusconi abbia intenzione di recarsi in questi paesi per testimoniare di persona. Sembra improbabile. E mentre ci sono precedenti di capi di governo che fanno causa per diffamazione mentre sono ancora in carica, la scala e la portata della risposta organizzata da Berlusconi sono rare. L’opposizione italiana afferma che gli attacchi di Berlusconi ai media sono “un segno di paura e di debolezza”. Ma mentre l’influenza di Berlusconi sui media italiani è tale da averlo reso capace di limitare l’impatto delle accuse in patria, sembra che l’attenzione ad essa dedicata da parte della stampa straniera l’abbia scosso fino al punto di portarlo all’azione legale

Forbes ha dedicato un interessante articolo a sviscerare gli aspetti legali della questione, informandoci sui possibili effetti delle cause lanciate da Berlusconi, nonchè degli inevitabili limiti degli stessi:

I legali esperti di media da noi consultati affermano che le azioni legali portate avanti dal primo ministro costituisco un caso “inusuale” in Europa. “E’ inusuale per un primo ministro fare causa per diffamazione, in particolare in più di un paese allo stesso tempo. [Berlusconi] deve aver ritenuto che i commenti di queste pubblicazioni abbiano seriamente danneggiato la sua reputazione, ha dichiarato Alexander Cochrane, avvocato esperto di media per la Collier Bristow di Londra. (..) Ha affermato (inoltre) che Berlusconi cercherà probabilmente prima “di restaurare la sua reputazione, ottenendo che delle scuse vengano pubblicate sui quotidiani a cui ha fatto causa”. “Chiederà che le scuse vengano pubblicate con la stessa rilevanza data alle affermazioni da lui ritenute calunniose”. Cochrane ha dichiarato altresì che Berlusconi, che è rimasto invischiato in scandali sessuali per mesi, potrebbe ottenere un “sostanzioso” rimborso finanziario nel caso in cui dovesse vincere le cause, che il legale stima potrebbero condurre ad un rimborso totale di più di un milione di sterline. (..) Le cause potrebbero avere un effetto agghiacciante sulla copertura della vita privata di Berlusconi da parte della stampa europea, ma le testate statunitensi come quelle controllate dalla News Corp., dalla New York Times co. e da McClatchy sono protette da leggi sulla libertà di parola che rendono la vittoria in questo genere di cause per diffamazione molto più difficile

Il quotidiano svizzero Le Courrier ha pubblicato un articolo intitolato "Berlusconi, inesauribile reality show":

In un paese normale, non ci si aspetta da un primo ministro che agisca come un piccolo dittatore xenofobo. Ma in Italia, dove è ancora viva la nostalgia di Mussolini, un capo di governo deve fare degli annunci virili affinché “la si smetta!”. Da quindici anni, il reality show dell’inesauribile Cavaliere si svolge senza interruzioni. Se le sue ultime risposte lo fanno sprofondare di nuovo in un sordido sexgate, i precedenti non sono certo stati meno gustosi. Ma ormai quasi più nessuno in Italia si ricorda dei numerosi casi giudiziari,né osa denunciare il suo controllo schiacciante dell’informazione. Tra un quiz televisivo, delle trasmissioni canore e i balli delle soubrette, le televisioni di regime non hanno mai diffuso la minima informazione sulla presunta relazione del primo ministro con un’adolescente che sogna di fare breccia nello show-business. A partire dall’arrivo di Berlusconi al potere, questa tenda di paillettes utilizzata contro l’informazione è valsa all’Italia la classificazione come “paese parzialmente libero” a causa della concentrazione dei media nelle mani di un solo uomo. In nessuna democrazia europea la stampa libera è stata relegata in questa maniera al ruolo di comparsa. Accanirsi su di essa, significa lordare ancora un po’ di più lo spirito pubblico. Come in un reality show

Il Daily Telegraph si è invece concentrato sull'altro avvenimento importante della giornata di ieri - l'annullamento della cena della Perdonanza tra Berlusconni e il Cardinale Bertone:

La sua partecipazione ha fatto alzare più di un sopracciglio per il fatto che ad essa avrebbe partecipato anche il suo ministro per le pari opportunità Mara Carfagna, un ex modella glamour. (..) Il Vaticano ha affermato di aver cancellato la cena per aver ritenuto che il denaro sarebbe stato meglio speso per aiutare le vittime del terremoto de L’Aquila. Ma fonti vaticane affermano che la vera ragione sarebbe stata che i funzionari del Vaticano “si sono infuriati” per il fatto che Boffo sia stato oggetto di un attacco così personale da parte de Il Giornale, che è controllato dal fratello di Berlusconi. “Non riesco a ricordare un giorno peggiore nelle relazioni tra questo governo e la chiesa”, ha dichiarato un insider

Il Times ha messo in guardia Berlusconi dai pericoli che potrebbero derivargli da un eccesso di confidenza:

“Il Papa? Quante divisioni ha?”. Questa fu la sprezzante risposta di Stalin alla questione del potere papale. Silvio Berlusconi non si può permettere di essere altrettanto sprezzante. (..) La tempistica dell’attacco de Il Giornale a un editore cattolico ieri non avrebbe potuto essere peggiore: dopo mesi di manovre per corteggiare il Vaticano, questo cruento articolo da parte di un diffamatore eccessivamente zelante si è ritorto contro i suoi autori, e l’esplosione è stata udita in tutta Italia. Il Vaticano è stato cauto nella sua reazione agli scandali, preoccupato per il comportamento privato del premier ma al suo fianco per quanto riguarda le sue scelte politiche in tema di eutanasia, controllo delle nascite e sostegno statale alle scuole cattoliche

La foto di Berlusconi-joker è tratta da Vincos Blog.

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