Bersani (PD) a Polisblog: "Essere pacifisti, non significa essere disarmati"

intervista bersani pierluigi

Due giorni fa ho avuto modo di intervistare Pierluigi Bersani per un'emittente di Alessandria, con la quale mi capita di collaborare. Dopo il discorso tenuto nel pomeriggio a Genova, l’ex ministro presentava, alla serata di apertura della Festa provinciale dell’Unità di Alessandria, la sua candidatura a segretario del PD. Quale migliore occasione per fargli qualche domanda anche per polisblog?

A quella che un tempo era la Festa dell'Unità, c'è un consistente pubblico formato da vecchi e giovani militanti, simpatizzanti e amministratori locali, radunato sotto il tendone in cui Bersani ha parlato fitto per circa un’ora. Esponendo i principali punti del suo programma da futuro segretario del Partito: maggiore attenzione ai temi sociali, ai lavoratori e alle fasce produttive della società, la necessità di un partito laico con un’identità ben definita e in grado di avere con una voce sola, il bisogno di saper parlare alle giovani generazioni con contenuti precisi e una visione chiara del ruolo che il PD intende ricoprire in questi anni.

Ho già in mente alcune domande da rivolgergli al termine del discorso, quando, sfogliando il libretto con il programma della Festa dell'Unità, trovo una pubblicità della Oto Melara, una società Finmeccanica che produce armi...

Foto | PdIsola

A centro pagina campeggia un ultramoderno cannone con sovraimpressa la scritta “Towards a safer world”. Un breve testo più in basso parla del “cannone 76/62 venduto in 56 paesi del mondo” e conclude con l'auspicio di“rimanere leader in un mercato mondiale in continua evoluzione.

Non credo ai miei occhi. Guardo le bandiere della pace che, insieme a quelle del PD, sventolano all’ingresso della Festa e riguardo la pubblicità: è ancora lì, non me la sono immaginata. A questo punto, quando avvicino Bersani, ho deciso di rivolgergli anche una domanda in merito alla mia perplessità. Di seguito trovate la trascrizione dell’intervista andata in onda.

Bersani, quale sarà il suo primo obiettivo se sarà eletto segretario?
Cercare di raffigurare un partito che si rivolge agli interessi dei ceti popolari in un momento molto, molto difficile: disoccupazione, i giovani, i redditi… questo è il punto numero uno. E poi, naturalmente, cercare di attrezzare un partito che sappia organizzarsi e radicarsi meglio. Questo non è un compito che si svolge in una settimana, però bisogna partire da lì.

In un’intervista pubblicata la scorsa settimana su Repubblica, Piero Fassino pareva auspicare un’eventuale convergenza con il PDL nelle regioni del Nord Est, allo scopo di battere la Lega Nord. Cosa ne pensa?
Mi pare un discorso prematuro e, francamente, poco centrato. Io credo che noi, come PD, nel Nord Est e nel Nord, dobbiamo avere un nostro profilo e una nostra posizione. Poi, naturalmente, dobbiamo ragionare con tutte le forze che sono all’opposizione del Governo, il che non significa non seguire con attenzione discussioni e divisioni che possono esserci nel Centrodestra. Ma battezzare adesso una nostra convergenza con il PDL mi pare, francamente, una cosa che non condivido.

Guardando il volantino di questa Festa dell’Unità abbiamo trovato la pubblicità di una ditta che produce armi. Crede che questo possa essere coerente con i valori di un partito come il PD?
Essere pacifisti non significa mica essere disarmati. In Italia abbiamo anche fabbriche d’armi; alcune sono secolari. Non c’è nessuna polizia disarmata nel mondo. Nel nostro Paese ci sono anche tecnologie che sono al servizio di armamenti che devono servire alla sicurezza collettiva. Detto questo, io credo che la spinta verso le tecnologie possa essere maggiormente orientata nei settori civili. Io ho in testa che nei prossimi cinque – dieci anni dovremo buttare tutta la nostra innovazione sui temi dell’economia verde, che mi pare la vera nuova grande frontiera tecnologica.

Quindi pensa che la pubblicità di un cannone, come in questo caso, possa avere un senso?
Insomma, esiste un esercito, no? Non è che possiamo abolire l’esercito credo, purtroppo, per adesso.

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