Rassegna stampa estera: l'immigrazione, Malta e la visita di Berlusconi in Libia


Anche questa settimana al centro del ciclone dei media stranieri vi è stato Berlusconi, i suoi scandali e le sue strategie, tanto che abbiamo dovuto dedicare a tutto questo, oltre alla consueta puntata della rassegna stampa estera, anche uno speciale centrato sulle cause contro i giornali europei e sullo scontro con il Vaticano.

Così facendo però rischiamo di perdere di vista altri temi cui la stampa straniera ha dedicato molta attenzione nel corso di quest'ultima settimana. Fra tutti, l'immigrazione e il rapporto del nostro paese con la Libia. L'olandese Trouw ha ad esempio stabilito un legame tra le politiche italiane e la recente tragedia dei 73 dispersi nel canale di Sicilia:

Le leggi italiane, diventate più severe, hanno scatenato paura nel mondo marittimo; ripescare un migrante dall’acqua può costare caro ad un capitano. “Le eventuali conseguenze del soccorso ad un profugo -problemi giuridici, perdita di tempo e quindi di denaro a causa della trafila burocratica- pesano ora più dell’obbligo di salvare una vita”, dice Boldrini dell’UNHCR

“Tutto questo mentre”, sottolinea,”tre quarti di questi profughi hanno chiesto asilo in Italia. La metà ha poi ottenuto qualche forma di protezione da parte del governo italiano. La maggior parte sono quindi richiedenti asilo, non cercatori di fortuna. Quello che l’Italia ora sta facendo, rispedire in mare i profughi dei barconi, toglie a queste persone ogni possibilità e diritto ad essere protetti.” La superstite Titi Tazrar nel frattempo ha chiesto asilo in Italia. C’è scritto in termini vaghi, dice Natascha Brown dell’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) in Inghilterra. Ma nondimeno la Carta dell’IMO prescrive che le navi hanno il dovere di soccorrere le persone in difficoltà. “La direttiva si presta a diverse interpretazioni, giacchè le circostanze a volte non permettono ad un capitano di poter salvare delle vite”

Secondo il Financial Times:

L’ONU stima che, con l’accordo raggiunto con la Libia in maggio, l’Italia abbia fatto rientrare forzatamente fino a 1000 africani intercettati nelle acque internazionali senza esaminare il loro eventuale status di rifugiati, come l’ONU afferma che avrebbero dovuto fare. Molti fuggivano da conflitti nel corno d’Africa. Il rinascente partito di destra Lega Nord, nella variegata coalizione di Berlusconi sta sfruttando la debolezza del primo ministro derivante dagli scandali della sua vita privata per spingere verso una linea dura sull’immigrazione, affermano gli osservatori

Sempre il quotidiano finanziario britannico ha dedicato un articolo alla presentazione di un'immagine più positiva e diversa dal solito degli immigrati stranieri in Italia, raccontando di un concorso per imprenditori indetto da MoneyGram:

Tutti i finalisti vivono in Italia e rappresentano una nuova faccia dell’immigrazione, che viene più frequentemente rappresentata dai servizi sulla criminalità tra gli stranieri, colti al volo da politici estremisti. Vogliono essere chiamati “nuovi italiani” e non immigrati, e chiedono un ruolo attivo nella società, a cominciare dal diritto di voto alle elezioni locali. (..) Più di un quinto delle imprese straniere si trovano nella prospera Lombardia, anche se questa regione è la roccaforte del partito di destra Lega Nord, le cui tendenze xenofobe sono influenti nella coalizione di governo di centrodestra. (..) “Gli imprenditori immigrati hanno una marcia in più rispetto agli italiani, che vedono la crisi come un ostacolo insormontabile. Hanno una mentalità e un approccio diversi. Lottano per il futuro, mentre noi siamo ancorati al passato e imprigionati in schemi tradizionali”, ha affermato Massimo Canovi, un dirigente di MoneyGram

In America, il Wall Street Journal ha tratteggiato un legame tra la discussa visita di Berlusconi in Libia di questi giorni e le politiche dell'immigrazione:

Ci si aspetta che il primo ministro italiano Silvio Berlusconi spinga il leader libico Colonnello Moammar Gheddafi ad intensificare l’impegno della Libia ad aiutare a contenere il flusso di immigrati clandestini dall’Africa all’Europa, durante la sua visita nel paese nord africano che comincerà domenica. Il patto sottoscritto tra Roma e Tripoli un anno fa potrebbe costituire un modello per una più vasta alleanza tra l’Unione Europea e la Libia sull’immigrazione. (..) Non è tuttavia chiaro se la politica italiana sull’immigrazione otterrà il supporto dell’UE. La commissione europea (..) sta al momento “analizzando le informazioni” sulla politica italiana dei respingimenti (..). L’Italia e altri paesi mediterranei – in particolare la vicina Malta – hanno fatto pressioni per anni affinchè un programma europeo per la “condivisione del peso” fosse creato, distribuendo persone in cerca d’asilo e rifugiati ad altre nazioni. (..) Questo non è successo, benché la commissione europea stia pianificando un programma pilota per trasferire i migranti che riescono ad arrivare a Malta

Più critico sull'incontro di Tripoli è stato il Christian Science Monitor, che ha fatto riferimento alla polemica sull'utilizzo delle frecce tricolori:

L’omaggio aereo a Gheddafi e altri segni di rispetto da parte italiana – il primo ministro Silvio Berlusconi intende partecipare alla cerimonia del primo settembre – è ancora un’altra prova di come Gheddafi abbia riabilitato la sua immagine dopo essere stato accusato di finanziare e ospitare autori di attacchi mortali a civili negli anni ’80. Ma, allo stesso tempo, sta scatenando forti critiche in Italia. Il Partito Democratico, all’opposizione, è contrario a spendere così tanto denaro per onorare Gheddafi. (..)Sono in gioco anche questioni storiche ed emotive. Gheddafi fece seguire il suo colpo di stato dall’espulsione di circa 20.000 italiani che vivevano in Libia all’epoca, le cui proprietà vennero confiscate, affermando che si trattava di una rappresaglia per la colonizzazione della Libia da parte dell’Italia decenni prima. (..) “Mentre Gheddafi celebra 40 anni di governo, noi celebriamo 40 anni di umiliazioni”, afferma Giovanna Ortu, nata a Tripoli, che guida un’associazione di italiani espulsi dalla Libia. “Non riesco proprio a vedere la necessità di fargli tutti questi onori, soprattutto visto il modo in cui ci ha trattati”

The Economist, oltre a mettere in guardia Berlusconi dalle possibili pericolose conseguenze di uno scontro con la chiesa sul tema dell'immigrazione, ha voluto fare un po' di chiarezza tra le polemiche, finendo per sostenere una delle affermazioni ricorrenti del governo italiano:

La chiesa è stata critica: il capo del dipartimento vaticano che si occupa di migranti, Antonio Maria Veglio, si è impegolato in un’aspra polemica con un importante rappresentante della Lega Nord, Roberto Calderoli. Questo ha una sua importanza, perché la storia insegna che i governi che si sono scontrati con la Chiesa non sono durati a lungo. E Berlusconi è già in cattivi rapporti con il clero a causa della sua vita privata. Tuttavia alcuni degli scandali che sono stati paventati relativamente alla politica sull’immigrazione del governo sono fuorvianti. La vera obiezione è che il nuovo approccio impedisce agli immigrati di richiedere asilo anche se hanno diritto a protezione umanitaria (generalmente circa un terzo di quanti tentano la traversato hanno i requisiti richiesti, secondo il governo italiano). Oltretutto li costringe a tornare in Libia, un paese non democratico i cui leader si fanno beffe della nozione di diritti umani. Ma non ci sono prove che l’Italia stia effettivamente ignorando la difficile situazione di quanti (..) riescono a raggiungere le sue acque territoriali. (..) Sospetti più gravi aleggiano su Malta. (..) La continua immigrazione clandestina attraverso il mediterraneo invoca una risposta coordinata da parte dell’UE

Sulla possibilità che una risposta continentale di questo tipo venga effettivamente implementata ha espresso i suoi dubbi The Guardian:

E’ difficile avere fiducia nel fatto che l’UE intenda migliorare la situazione, almeno nel breve periodo. Sulla carta, l’unione è pienamente impegnata al rispetto delle leggi internazionali, in particolare dopo la convenzione sui rifugiati del 1951. Eppure nessuno dei suoi governi ha levato una protesta udibile contro la firma da parte dell’Italia di un accordo con la Libia che è entrato in vigore in maggio come parte di un dubbio esercizio di amicizia tra Silvio Berlusconi e Muammar Gheddafi. (..) Quasi certamente, questo accordo priva i rifugiati della protezione che le leggi internazionali hanno teoricamente garantito loro per più di mezzo secolo. (..) Vantando due partiti di estrema destra nella sua coalizione di governo – Alleanza Nazionale e la Lega Nord – l’Italia è si è spinta più in là di qualsiasi altro paese dell’UE nel criminalizzare i richiedenti asilo. Ma la sua indifferente inumanità non è in nessun modo unica. C’è anche la Danimarca, per esempio (..)

Il sito Afrik.com da parte sua, oltre a paragonare le recenti innovazioni legislative italiane ad episodi di hitleriana memoria, prevede invece che l'Europa potrebbe presto decidere per una politica contrastante con quella del governo italiano:

Con questa nuova legge, fortemente criticata dalla società civile e dal Vaticano, il Presidente del Consiglio ha segnato alcuni importanti punti che fanno sembrare la lotta contro l’immigrazione clandestina della sua controparte francese come un gioco da bambini. “Il campione europeo assisterà Nicolas Sarkozy nel suo sporco lavoro”, ha affermato l’associazione dei deportati del Mali, criticando l’Italia per la prima volta. Questa legge intende multare gli immigrati, incoraggiare le delazioni, creare ronde.. Un menù succulento che è stato lodato dalla Lega Nord, un partito xenofobo ed estremista, indispensabile alleato di Berlusconi sul tema dell’immigrazione. Si potrebbe trattare del ritorno delle leggi di rimpatrio di massa dell’epoca nazista? (..) Silvio Berlusconi ha inizialmente optato per l’immediato arresto (per il reato di clandestinità, ndt) ma ha ritrattato la sua decisione a causa dell’iperaffollamento delle carceri italiane. Ma la scelta di una multa è stata definita come piuttosto “sciocca” in quanto solo pochi immigrati hanno il denaro per pagarla, quando ne hanno. E’ dunque probabile che la maggior parte di essi verranno arrestati senza pagare la multa, mentre aspettano la deportazione. Questo secondo gli osservatori, potrebbe rivelarsi molto costoso per i contribuenti italiani. (..) La presidenza svedese dell’UE potrebbe, tuttavia, fermare i piani di Silvio Berlusconi. Stoccolma sta progettando di cercare il trasferimento dei migranti che sbarcano sulle coste del mediterraneo nelle capitali europee, tra cui l’Italia. Un colpo per gli italiani, che avevano progettato di sigillare le coste italiane

Su Maareg online è comparso in questi giorni un articolo che descrive a tinte fosche la condizione degli immigrati somali in Italia:

Il governo italiano non provvede ai bisogni umani fondamentali dei Somali nel suo paese, che vivono in una situazione umanitaria misera e non possono trasferirsi in altri paesi d’Europa dove avrebbero migliori condizioni di vita perché il governo italiano ha preso loro le impronte digitali che non permetterebbero a loro di vivere in nessun altro paese in Europa, a causa delle loro impronte digitali. “Quando vedi lo standard di vita di questi somali in Italia pensi subito che sarebbe stato meglio per loro venire uccisi dai mortai a casa loro, perché i giovani somali in alcune città italiane vivono in grandi sale sporche, dormendo in venti in vecchi letti che gli italiani hanno buttato via, e se parli con loro ti diranno che stanno vivendo una vita da cani, e che nessuno si sta occupando dei loro diritti, e nessuna organizzazione sta dando loro assistenza umanitaria”, ha affermato Bashir Jilal, un giornalista che è parte dei giovani che vivono in Italia

Un pezzo che ha probabilmente come obbiettivo anche quello di scoraggiare la partenza dei giovani somali alla volta dell'Italia. Esattamente l'effetto contrario di quello che potrebbe creare l'intervista che Silvio Berlusconi ha concesso recentemente a Ness Nessma, programma di Nessma TV, televisione satellitare tunisina acquisita, lo scorso anno, per il 50 per cento, da Mediaset e da Quinta Communications, società di produzione di Tarak Ben Amm.

Il blog dell'ottimo Daniele Sensi ha segnalato, tra i passaggi fondamentali dell'intervista, quello sull'immigrazione, che vede Berlusconi alle prese con toni radicalmente divergenti con quelli utilizzati abitualmente in Italia:

“Per coloro che vogliono provare nuove possibilità occorre aumentare le possibilità di entrare legalmente in Italia. Questo è ciò che voglio che sia fatto non solo in Italia ma in tutta Europa. E poi bisogna dire che gli italiani sono stati un popolo che ha lasciato l’Italia e che è emigrato in altri paesi, soprattutto quelli americani. Ciò ci impone il dovere di guardare a quanti vogliono venire in Italia con una totale apertura di cuore e di dare a coloro che vengono in Italia la possibilità di un lavoro, di una casa, di una scuola per i figli e la possibilità di un benessere che significa anche la salute e l’apertura di tutti i nostri ospedali alle loro necessità e questa è la politica del mio governo”

Da notare la performance incredibilmente accomodante dei conduttori nei confronti del loro proprietario italiano, che fa quasi rimpiangere Porta a Porta. Per darvi un esempio, la giornalista presente in studio, alla fine dell'incredibile perorazione di Berlusconi pro-migranti, afferma commossa: "Lei è incredibile Presidente, non posso trattenermi dall’applaudire. Davvero mirabile che ci siano persone che oggi riescano a rivolgersi così alla gente del popolo e ai maghrebini"

Se volete godervi il tutto in lingua originale sottotitolata e con la nitidezza delle immagini televisive, trovate tutto nel video qua sotto, al minuto 3:20. Buon divertimento.

  • shares
  • Mail
53 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO