Caso Dino Boffo. Il Giornale pubblica in prima pagina l'atto di patteggiamento per molestie del direttore dell'Avvenire


Uno a zero per Vittorio Feltri. Dopo qualche giorno di martellante campagna anti-Giornale di tutti gli altri quotidiani, che hanno pubblicato una prima pagina fotocopia dal titolo "Bagnasco: attacco disgustoso", il direttore passa al contrattacco mostrando il primo (presumibilmente non ultimo) dei documenti in suo possesso.

Dunque Dino Boffo ha patteggiato un atto di molestie verso una donna (ai sensi dell'articolo 660 del codice) avvenuto nel gennaio del 2002, pagando 516 euro. Lo dice nero su bianco il documento del casellario giudiziario che riporta il decreto penale del Gip di Terni esecutivo il 1/10/2004. Ovviamente ciò non prova che sia per forza colpevole, ma solitamente chi è innocente non patteggia un'accusa così infamante.

Si potrebbe ribadire che non era questo il punto cui girava intorno la faccenda, e che deve ancora saltar fuori la famosa informativa in cui si definirebbe il direttore dell'Avvenire "un noto omosessuale attenzionato dalle forze dell'ordine". In effetti Feltri sostiene di avere altri documenti nel cassetto e di essere in grado di tirarli fuori se necessario, ma per ora si dice anche non tenuto a svelarne il contenuto se non per ribadire che non si tratta di un'informativa della polizia.

A questo proposito sottolineiamo che solo la Chiesa può essere in qualche modo disturbata dall'idea di avere un direttore di giornale omosessuale, e già questo la dice lunga sul pulpito da cui ultimamente giungono infinite prediche di sobrietà nella vita privata nei confronti dei leader politici. Ribadiamo anche che la stessa Chiesa che un giorno sì e l'altro pure critica lo Stato italiano per i respingimenti degli immigrati - tra parentesi la prima vera politica seria nei confronti di un fenomeno sin qui incontrollabile - vanta leggi assai severe a riguardo nel suo stato di riferimento.

Due pesi e due misure per un'idea quanto mai retrograda della società, dunque. Ma pedissequamente e acriticamente accettata dalla sinistra (quando fa comodo per attaccare il Governo). Questi sono i fatti, sempre in attesa che salti fuori la famosa informativa o qualche prova (sin qui assente, ma non si sa mai) del presunto incontro tra Feltri e Berlusconi per pianificare a tavolino l'attacco al quotidiano-principe del clericalesimo. Una strategia veramente diabolica, viste le successive prese di distanza del Cavaliere e l'incidente dell'Aquila, ma non si può mai dire.

Aggiornamento ore 9.00: a questo link il Corriere pubblica il presunto documento informativo (anonimo) di cui sopra

Foto documento tratta dal Giornale edizione online di oggi

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