Respingimenti di immigrati, Berlusconi: "Se continuano a parlare i portavoce, l'Italia bloccherà i lavori dell'UE"


A Silvio Berlusconi non piacciono i portavoce. Decide lui chi deve dire cosa, ma questa è storia vecchia. Voleva parlare con D'Alema quando parlava Prodi, con Prodi quando parlava Rutelli, stavolta se la prende con Denis Abbott, un portavoce dell'esecutivo dell'Unione Europea che aveva chiesto informazioni a Italia e Malta sul caso del respingimento di un barcone di immigrati.

Come segnalato da Polisblog poco fa, Roberto Maroni ha detto la sua, affermando che "i respingimenti andranno avanti". Ma per il Premier sembra che il problema non siano i respingimenti, quello che lo ha infastidito è che a chiedere spiegazioni non sia stato Barroso, ma appunto Denis Abbott, che di mestiere non fa il Presidente della Commissione Europea.

"Non daremo più il nostro voto, bloccando di fatto il funzionamento del Consiglio, ove non si determini che nessun commissario e nessun portavoce di commissario possa intervenire più pubblicamente su alcun tema"

Eppure sembra che le richieste dell'UE rappresentino una procedura del tutto normale e soprattutto non costituivano critiche verso il nostro paese: "La commissione Ue non sta in nessun modo criticando l’Italia", ha replicato Abbott.
Un altro portavoce, stavolta quello di Barroso, Johannes Laitenberger, ha fatto notare che "La Commissione Europea fa comunicazione come previsto dai Trattati Ue", secondo i quali l’esecutivo comunitario è "organo collegiale", in cui tutti i commissari "hanno responsabilità comune".

Ma Abbott e Laitenberger sono solo due portavoce che forse si sono macchiati del reato di lesa Maestà. Nessuna spiegazione dunque, almeno fino a che a chiederle non sia qualcuno gradito al nostro Presidente del Consiglio.

  • shares
  • Mail
58 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO