Silvio Berlusconi: breve sunto di squadrismo mediatico

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Il caimano sente l'approssimarsi della fine e diventa un animale pericolosissimo: lo scriveva Zucconi sul suo Tempo Reale qualche giorno fa, quando eravamo tutti pronti ad indignarci per Silvio Berlusconi, un Primo Ministro che non ha eguali nella protervia in nessuna democrazia del pianeta, come dimostrato da Giulio nella rassegna stampa estera di qualche giorno fa.

E così è: Berlusconi prima perde la bussola, querelando Repubblica - un delirio - quando l'hype prodotto dalle dieci domande si stava affievolendo, rifacendo esplodere la vicenda a livello planetario: e di nuovo, vi invito a rileggere quanto scritto nella rassegna stampa di qualche giorno addietro. Io credo che gli avvocati esperti di media consultati da Forbes, inquadrino bene la situazione:

I legali esperti di media da noi consultati affermano che le azioni legali portate avanti dal primo ministro costituisco un caso “inusuale” in Europa. “E’ inusuale per un primo ministro fare causa per diffamazione, in particolare in più di un paese allo stesso tempo. [Berlusconi] deve aver ritenuto che i commenti di queste pubblicazioni abbiano seriamente danneggiato la sua reputazione, ha dichiarato Alexander Cochrane...

avvocato esperto di media per la Collier Bristow di Londra. (...) Ha affermato (inoltre) che Berlusconi cercherà probabilmente prima “di restaurare la sua reputazione, ottenendo che delle scuse vengano pubblicate sui quotidiani a cui ha fatto causa”. “Chiederà che le scuse vengano pubblicate con la stessa rilevanza data alle affermazioni da lui ritenute calunniose”

Non è affatto necessario consultare i propri avvocati, se sei già Presidente del Consiglio, proprietario di un network televisivo che ha plasmato - forse, plagiato, era il termine esatto - l'immaginario degli italiani da inizio anni ottanta ad oggi, padrone assoluto di due reti Rai su tre, al timone di un gruppo editoriale, Mondadori, che grazie al gossip ad uso politico ha ricostruito - per le masse - una verginità slabbrata da escort, diciottenni che ti chiamano papi, imprenditori baresi dalle dubbie frequentazioni.

Non servono avvocati: è sufficiente lo squadrismo mediatico, se hai cani al guinzaglio che da via Gaetano Negri dirigono la Pravda di famiglia. E lo squadrismo, dopato dal conformismo di una nazione in cui mi vergogno di vivere, manganella: manganella Dino Boffo, uno dei direttori di quotidiani meno stimabili del globo terracqueo - memorabili a riguardo, le carrettate di letame, non metaforico, depositate di fronte alla redazione milanese dell'Avvenire in piazza Carbonari ai tempi della vicenda Eluana Englaro - portando come screditanti condanne per molestie patteggiate.

Lo spiega Luca nel post precedente: ok, sarà anche vero, ma legando il tutto al concetto del, perdonatemi, "Ma che vuole 'sto frocio?", perché quello è il sottotesto del grande (ironic mode: on) giornalismo feltriano. Chi non lo vede, è cieco, o è d'accordo con quel modo di intendere l'Altro. Fare leva sugli istinti più bassi di una nazione che tanto bene non è messa, a riguardo di diritti per "minoranze assortite".

E infatti, riguardo agli omosessuali - meglio tacere, per ora sui migranti - basti pensare a quanto accaduto a Roma nelle ultime settimane: accoltellamenti, discoteche incendiate, e stamattina anche bombe carta. E il morto? Arriverà, arriverà, c'è solo da aspettare. Grazie anche a chi soffia sul fuoco col pretesto del "Era una notizia che era il caso di dare solo oggi".

E si continua, fino ad oggi: con Silvio Berlusconi che ieri si affretta a spiegare che si, lui risponderebbe a tutte le domande, ma che vorrebbe fossero poste in una maniera leggermente diversa con una-serie-di-altre-condizioni-ridicole. Ma come fa un Paese a credere a una persona del genere? I quotidiani più autorevoli del pianeta, hanno riproposto quelle domande

"A questa gente non rispondo", dice il presidente del Consiglio al termine di una lunga passeggiata fra le gioiellerie della cittadina polacca. "Se queste domande - aggiunge - me le avesse poste (magari in modo diverso perché così sono insolenti, offensive e diffamanti) un giornale che non fosse un super partito politico di un editore svizzero con un direttore dichiaratamente evasore fiscale, avrei risposto". Anche perché, sottolinea, "non avrei nessuna difficoltà a farlo"

Chiaro che no. Avevate dei dubbi? Ma per ora no, non gli va. Affrettandosi, per carità a specificare che

"non sono malato, anzi sono Superman"

Strano: dalle occhiaie e dalla bocca impastata, non sembrava. E se avesse avuto ragione Veronica, quando spiegava che "Mio marito sta male"? Dormite sonni tranquilli: non lo sapremo mai.

Foto | Flickr

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