Un linciaggio preoccupante: il Passaparola di Marco Travaglio sullo scontro Feltri - Boffo

Si intitola L'informazione delle denunce anonime il Passaparola che Marco Travaglio, come d'abitudine, ha messo online lunedì. Come forse era inevitabile, Travaglio dedica la sua striscia settimanale allo scontro tra Vittorio Feltri e il suo Giornale e il direttore di Avvenire, Dino Boffo, capro espiatorio scelto dall'armata del Caimano per iniziare a reagire alle critiche sul suo allegro stile di vita sparando in prima pagine le pagliuzze (più o meno grandi) situate negli occhi dei suoi detrattori.

Secondo il giornalista - che presto animerà la redazione del Fatto - Feltri si è installato al Giornale e ha cominciato a fare il suo mestiere, quello di sempre: picchiare. Picchiare chi? Solo ed esclusivamente quelli che lui ritiene essere i nemici di Berlusconi. Naturalmente l'uomo ha una certa età quindi non ha una grande dimestichezza con il calendario, infatti pesta alcuni obiettivi sui quali si va sul sicuro, De Benedetti, la famiglia Agnelli – tanto gli Agnelli sono tutti morti a parte Margherita, a pestare i morti il rischio è zero.

Per Travaglio, Boffo non è certo un antiberlusconiano militante: stiamo semplicemente parlando di un tizio che, dirigendo un giornale cattolico, evidentemente era inondato di mail, lettere, telefonate di lettori che dicevano “ma non dite niente nemmeno di fronte alle puttane?” e al puttaniere soprattutto, perché le puttane fanno un mestiere nobilissimo rispetto a quello del puttaniere. Anche se in effetti, sarebbe bene se il direttore dell'Avvenire non avesse questi scheletrucci nell'armadio perché è ovvio che ci si può difendere meglio da certe aggressioni se certe aggressioni non sono vere...

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