Berlusconi contro l’Unione Europea sull’immigrazione: il processo di travasamento del conflitto


Le minacce e i virulenti attacchi del Presidente del Consiglio contro l’UE dell'altroieri, possono a prima vista sorprendere. I molteplici fronti di sconto aperti in questo momento (Chiesa, Repubblica, stampa estera) sembrerebbero infatti consigliare al Cavaliere di agire con maggiore prudenza e di non farsi ulteriori nemici.

E’ forte la tentazione di fare riferimento, per spiegare questo apparente paradosso, alla psicologia del leader della destra italiana: megalomane, insofferente verso qualsiasi critica, poco conscio dei limiti esistenti alla propria azione. E probabilmente anche questi fattori hanno un loro ruolo.

Tuttavia, a ben vedere, l’esportazione del conflitto a livello europeo è una conseguenza quasi necessaria di due tendenze di fondo del berlusconismo. Vediamo quali.

In primo luogo, quello a cui stiamo assistendo è un processo di travasamento del conflitto. Da un lato infatti, come ho cercato di spiegare l’altro giorno proprio su queste pagine, la presenza di virulente polemiche mediatiche è un fattore essenziale di accompagnamento del berlusconismo il quale, proprio per questo motivo, non raggiungerà mai uno stato di “pax mediatica”.

Tutto quello che può sperare di conseguire, nell’attuale società dell’informazione, è uno spostamento del conflitto da un media all’altro. E – se ci riflettiamo bene – è proprio quello che è successo negli ultimi 15 anni.

Solo qualche anno fa, le polemiche e le velleità di controllo del centrodestra italiano erano rivolte principalmente verso quello che è il fulcro di ogni sistema mediatico: la televisione (ricordate i vari casi Luttazzi, Santoro, Biagi, Guzzanti, etc?).

Un’opera coronata da successo: ad oggi la Tv italiana è quasi completamente “sterilizzata” e l’ultimo miglio – la conquista di “Telekabul-Raitre” – sembra a portata di mano.

L’effetto di questo successo è stato però semplicemente quello di spostare il grosso dello scontro verso la carta stampata, che precedentemente occupava un ruolo più defilato. Non è un caso che tutti i principali scontri di questi mesi abbiano avuto per protagonisti attori della “vecchia” stampa cartacea (Repubblica, Corriere, Giornale vs Avvenire, El Pais, testate straniere, etc..).

Il movimento del conflitto è dunque duplice: dai media centrali del sistema (Tv) a quelli periferici (stampa), da un lato. Dall’altro, dai giornali italiani (che in generale non brillano per coraggio ed indipendenza) verso quelli stranieri.

In questo senso, come si vede, lo scontro non può essere eliminato. Le polemiche verso un fenomeno così controverso come il berlusconismo troveranno sempre una valvola di sfogo: possono al massimo essere spostate da un media all’altro. Presto potrebbe toccare ad Internet.

Lo stesso accade, a ben vedere, ad un livello più politico. L’estrema debolezza dell’opposizione (PD in primis) fa sì che essa non costituisca più – di fatto – il principale avversario del PdL e dei suoi alleati nell’arena mediatica, com’era invece nel periodo 2001-2006.

Prendiamo ad esempio proprio la politica dei respingimenti: il PD non è mai riuscito ad affermare una posizione unica e alternativa a quella del governo, per divisioni interne e per una ritrosia nel sostenere una politica più pro-immigrazione nell’Italia dell’a.d. 2009, apparentemente vinta alla causa del “cattivismo” di matrice leghista.

Non sono quindi le dichiarazioni dell’opposizione ad essersi imposte nell’arena mediatica come contraltare ai provvedimenti dell’esecutivo ma.. quelle dell’UE, che hanno di conseguenza assunto maggiore rilievo di quello che avrebbero altrimenti avuto. Innervosendo così Berlusconi.

Si verifica quindi un processo parallelo a quello illustrato precedentemente per i media: così come il conflitto si sposta dai mezzi di comunicazione più controllati verso quelli più indipendenti, così alla debolezza dell’opposizione interna tende a corrispondere, in misura crescente, un rafforzamento della polemica verso soggetti esterni, come l’UE.

E’ ragionevole aspettarsi dunque che lo scontro più o meno pronunciato con le istituzioni dell’Unione costituisca un fenomeno sempre più frequente per l’Italia dei prossimi anni. A rafforzare questa evoluzione – ed ecco la seconda tendenza determinante – un altro tratto del berlusconismo: il bisogno imprescindibile di nemici insito nella sua natura populista.

Ne parleremo presto, in un altro post.

L'immagine originale di Berlusconi-joker è di Vincosblog.

  • shares
  • Mail
5 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO