Gianfranco Fini sul caso Boffo: “Si rischia imbarbarimento”



Fra pochi giorni, inevitabilmente, si spegneranno i riflettori sulla vicenda di Dino Boffo. Tutto quello che si poteva scrivere, o teorizzare, sull’argomento è stato ampiamente elaborato. All’appello mancava solo l’intervento, al di sopra delle parti, del Presidente della Camera.

Puntuale, come in altre occasioni ha dimostrato di essere, Gianfranco Fini ha sostenuto che quanto sta accadendo al direttore dell’Avvenire fa parte di un processo di imbarbarimento del dibattito pubblico.


“Fermiamoci un attimo – ha dichiarato l’ex leader di Alleanza Nazionale - perchè la china è pericolosa e brutta. La qualità del dibattito che si può alimentare può essere molto più alta di quello che si vede quotidianamente”.

Vero. Fino ad un certo punto. A differenza di quanto accaduto in altre occasioni, il Presidente della Camera ha dimenticato volutamente dalla sua analisi la discutibile condotta intrapresa dai suoi compagni di partito.

Oltre all’attacco frontale deciso da Silvio Berlusconi contro le testate che hanno, in piena democrazia, pubblicato contenuti a lui non graditi nelle ultime ore anche Raffaele Fitto, Ministro dei rapporti con le Regioni, ha deciso di querelare Nichi Vendola in seguito a delle dichiarazioni che lo stesso Governatore della Regione Puglia ha rilasciato a El Pais sull’ex avversario politico.

Inevitabile a questo punto chiedersi se in fondo l’imbarbarimento dei mass media, su cui ha posto la propria attenzione Gianfranco Fini, non dipenda esclusivamente dalla qualità della classe politica.

Se davvero il Presidente della Camera ha intenzione di sopravvivere al post Berlusconi, sempre che questa opzione possa verificarsi, dovrebbe mettersi in gioco seriamente adesso. Eleggersi a statista solo su argomenti concettualmente alti è troppo semplice. Tanto quanto querelare chi sostiene una tesi diversa dalla nostra.

Foto | wikpedia.org

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