Elezioni 2013 - Beppe Grillo in Val di Susa riceve l'appoggio del leader dei No Tav


Che Beppe Grillo in Val di Susa sia particolarmente amato non si è scoperto oggi. D'altra parte il leader del Movimento 5 Stelle è da sempre in prima linea contro la Tav e da quelle parti, come ha detto lui, "siamo tutti No Tav tranne la signora Gemma" (che sarebbe Gemma Amprino, sindaco di Susa). Il comizio di ieri sera quindi non si è neanche particolarmente concentrato sulla questione ("opera inutile e costosissima"), tanto tutti sanno da che parte sta l'M5S. Che per questa ragione in Val di Susa prenderà "percentuali bulgare". A dirlo è il leader dei No Tav, Alberto Perino, che ha dato il suo appoggio ufficiale al Movimento 5 Stelle per le Elezioni 2013. Con una precisazione: "Il mio è un appoggio personale, perché il movimento No Tav non dà deleghe in bianco a nessuno". Ma comunque il messaggio è chiaro: il popolo contro l'Alta Velocità vota Grillo. Tutto questo in un'intervista all'HuffPost.

"Con Grillo siamo veri compagni di viaggio, sentiamo che questa volta non ci fregheranno, sarà diverso". Ma perché allora non appoggiare come movimento No Tav l'M5S e raccogliere voti per loro?

Giochiamo su tutti i fronti. La nostra gente in passato ha appoggiato diverse componenti politiche... i Verdi, Rifondazione, i Comunisti italiani, persino qualcuno nel Pd. Nel 2006 a Venaus i Verdi furono il primo partito. Alle elezioni successive, dopo quello che hanno combinato, sono usciti dal Parlamento. Ma il movimento notav non ha rappresentanti. E' composito, trasversale. Ognuno ha diritto di pensare quello che vuole. In questo momento attraverso i M5s presentiamo candidati notav che hanno ottime possibilità di venire eletti come il capolista in Piemonte1, Marco Scibona... porteremo una pattuglia di persone fidate che scardineranno il parlamento.

Una situazione singolare, comunque: proprio perché numerosi esponenti No Tav sono candidati con Grillo - e in posizioni che contano - stupisce la decisione di un appoggio esterno, diciamo così. Ma forse è per non alienarsi le simpatie di chi, nel corso degli anni, ha appoggiato le loro battaglie e forse, attraverso alcune componenti, ha un ruolo importante nell'organizzazione delle "battaglie sul campo".

Questo per noi è un passaggio importante, il movimento notav deve acquistare consapevolezza. Fino al 2008 avevamo qualche parlamentare vicino a noi, e riuscivamo a farci sentire in Italia e in Europa. Dal 2008 in Parlamento, nelle istituzioni, solo protav. E questo ci ha creato più di un problema. Dalla magistratura, per esempio, non avendo appoggio politico, le abbiamo solo prese... Ora basta. Vogliamo aprire il Parlamento come una scatola di sardine.

Appunto: nel 2008 con l'uscita dei comunisti e dei verdi dal Parlamento le cose si sono messe male per i No Tav dal punto di vista politico-istituzionale, non avendo più nessun referente nella stanza dei bottoni. Ma con l'ingresso in massa dei 'grillini' - e il ritorno di comunisti e verdi sotto l'ombrello di Ingroia e anche di Sel - le cose sono naturalmente destinante a cambiare. Ma dopo tutte le "fregature", ci si può ancora fidare?

I candidati sono gente del posto, li conosciamo bene, hanno fatto le nostre battaglie. Sono notav da sempre. Se domani qualcuno mi fa uno scherzo, lo vado a prendere personalmente a calci. Se mi freghi una volta, non mi freghi più. D'altro canto nel loro programma dichiarano chiaramente che non entreranno al governo. Che vogliono il reddito di cittadinanza, che, se permette, è molto più importante del tav. Poi abbiamo visto come lavorano in Regione quelli del M5s... fanno un grande lavoro.

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