Ore 12 - Berlusconi emula Craxi. "A brigante, brigante e mezzo"

altroIl vecchio adagio “can che abbaia non morde” non vale per Berlusconi. Perché il Cav abbaia e morde. Eccome!

La strategia autunno-inverno del Premier è chiara ed è in corso, senza lesinare uomini (si fa per dire) e mezzi (imponenti): una offensiva a tutto campo contro chi non la pensa come lui.

Insomma, “a brigante, brigante e mezzo”, tanto per ricordare Bettino Craxi.

Chi è il brigante “vero” sarà poi l’elettore (forse la storia) a deciderlo.

Intanto, tutto questo “can can” serve per coprire i problemi veri del Paese e nascondere le magagne vere del governo e più in generale dei partiti e delle istituzioni in mano ai partiti e ai loro “proprietari”, colmi di arroganza, di potere e di soldi.

Il dato è uno solo: l’Italia è in crisi e ci resta dentro fino al collo. L’attuale sistema bipolare, con due poli fortemente condizionati da due partiti populisti e integralisti in mano a due boss (Lega/Bossi, Idv/Di Pietro), non ce la fa a tirar fuori il Paese dalle secche.

Anzi lo fa precipitare sempre più giù: crisi economica, degrado morale e materiale, disgusto della gente, disprezzo per la politica ecc.

L’impressione è che questo scontro fra le parti (davanti Pdl e Pd), sia una commedia fra comari dello stesso borgo vociante e maleodorante: senza questo perenne e inquietante polverone, il “berlusconismo” e l’”antiberlusconismo” si squaglierebbero al sole.

E gli italiani? Muti. Molti restano accecati, molti intimiditi, altri impauriti, altri ancora ubriachi per i martellanti allarmi del “duce”, cui non serve il terrazzino di Piazza Venezia per farsi sentire.

Se continua così, l’epilogo sarà un Paese in mutande (sporche). E, a modo suo, in guardina.

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