Arrestato Alessandro Proto, l'imprenditore che voleva seguire le orme di Berlusconi


Si era candidato alle primarie (poi annullate del Pdl), aveva acquistato le quote societarie del quotidiano Pubblico dopo aver tentato di scalare il Corriere della Sera: ora è stato arrestato. Del finanziere con il pallino dell'editoria e della politica avevamo parlato per la prima volta a novembre, quando da perfetto sconosciuto si era candidato alle primarie-fantasma del Pdl con l'ambizione di prendere il posto di Silvio Berlusconi. Poco dopo l'annuncio della candidatura era stato raggiunto da un avviso di garanzia, e la cosa aveva suscitato qualche ironia.

Svanite le primarie Pdl, di lui si è tornato a parlare per l'offerta di 4 milioni di euro per rilanciare il giornale Pubblico, fondato da Luca Telese e chiuso per le scarse vendite dopo 100 giorni. L'offerta, in prima battuta respinta da Telese, è poi andata a buon fine proprio due giorni fa quando Proto ha rilevato con 400.000 euro le quote societarie e ha annunciato l'intenzione di riportare in edicola Pubblico come un "Fatto Quotidiano" di centrodestra. A neanche 24 ore di distanza è arrivato l'arresto.

I magistrati lo accusano di aggiotaggio, manipolazione del mercato e ostacolo all'attività di vigilanza. Il finanziere, secondo l'ordinanza di arresto, avrebbe inviato "numerose comunicazioni al mercato rivelatesi all'esito delle indagini non attendibili", relativamente a operazioni di borsa su Tod's e Rcs, inoltre avrebbe omesso di comunicare alla Consob puntuali informazioni in ordine alle operazioni di compravendita aventi ad oggetto titoli quotati su mercati regolamentati.

Proto, noto anche per aver venduto ville in Italia ai divi di Hollywood come George Clooney, detiene il 3% di quote di RCS e non ha mai nascosto di voler aumentare il peso nella gestione soprattutto del Corriere della sera. E pochi giorni fa, mentre acquistava Pubblico, ammetteva di essere interessato ad acquistare il palazzo di via Solferino, sede storica del Corriere, che la Rcs avrebbe intenzione di mettere in vendita: "In attesa di crescere nella casa editrice iniziamo a comprare la sede storica". Negli stessi giorni, era finito di nuovo sui giornali per una polemica con il giornalista del Fatto Gianni Barbacetto, reo di aver scritto un articolo non lusinghiero su di lui. Proto aveva scritto a Dagospia insultando il giornalista e minacciando di entrare nella proprietà del Fatto per spedirlo "a pulire i cessi".

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