Gianfranco Fini non si cura della Lega e torna sul voto agli immigrati


Gianfranco Fini ormai fa politica quasi da solo. Mentre il resto della sua coalizione (quella che qualcuno ormai pensa possa diventare la sua ex-coalizione) è costantemente tenuta sotto scacco dalla Lega, il Presidente della Camera è l'unico a non curarsi delle sparate di Bossi, di Calderoli e dell'elettorato padano in tema di immigrazione.

Fini rilancia un suo vecchio cavallo di battaglia, di cui si trovano tracce fin dal lontano 2003: il voto agli immigrati. La location questa volta è il convegno delle Acli, un ambiente culturalmente in sintonia con i suoi ragionamenti sugli immigrati, come dice La Stampa.

Fini ne fa una doppia questione. La prima è strettamente legata alla conoscenza della storia del nostro paese e dei nostri immigrati: "è illusorio pensare che lo straniero non tenda a mettere radici, significherebbe non conoscere la nostra storia nazionale". La seconda è invece un fatto di omologazione agli altri paesi europei. La Germania ad esempio adotta il principio dello "ius soli", secondo il quale un individuo acquisisce la cittadinanza di un paese per il fatto di essere nato sul suolo di uno Stato, e i figli degli immigrati mantengono fino a 24 anni la doppia cittadinanza, dopodichè devono optare per la cittadinanza tedesca o per quella del paese d'origine. Uno ius soli "temperato".

"È alla luce di questa impostazione culturale e politica che possiamo interpretare la scelta coraggiosa e lungimirante compiuta da alcuni paesi europei come la Danimarca, la Svezia, la Finlandia e l’Olanda di estendere agli stranieri il diritto di voto in occasione delle elezioni locali e regionali"

Quello che Fini forse non considera, quando parla di determinati paesi, è che, forse, da quelle parti non hanno la Lega Nord. Castelli lancia l'anatema:

"Fini ormai è sempre più distante dalle posizioni di Pdl e Lega. Non vorrei che facesse la fine di Bertinotti e scomparisse dalla vita politica italiana"

Dunque, ieri possibile leader del PD, oggi addirittura di Rifondazione Comunista (peraltro scomparsa dal Parlamento). Non c'è più posto per lui in questa destra o è solo il classico gioco delle parti tra poliziotto buono (Fini) e poliziotto cattivo (Lega e dintorni)? Alla fine, sempre poliziotti sono. O no?

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