Il fallimento di Gianni Alemanno, Roma sequestrata dalla destra estrema



Il mandato di Gianni Alemanno, attuale sindaco di Roma, potrebbe essere compromesso dall’estrema destra locale che non perde occasione per sottolineare la propria leadership sulla capitale.

A pochi giorni dalla serie di aggressioni omofobe, culminate nel lancio di bombe carta, i quotidiani registrano il boicottaggio del nuovo film di Michele Placido “il grande sogno”. Sui cartelloni pubblicitari della pellicola è stato infatti scritto ripetutamente “No 68”.

Il sindaco ha già fatto sapere di partecipare alla prima dopo aver confermato la propria presenza al Gay Village a seguito, appunto, degli attacchi contro la comunità gay locale. Replicando, quindi, la possibile soluzione Gianni Alemanno tenta malamente di prendere le distanze da un gruppo di persone politicamente vicino a lui.

Lecito, come ha già fatto nel corso della settimana Cristiana Alicata, chiedersi se il passato dell’esponente politico non comprometti il suo presente. Non riuscendo a rinnegare quanto fatto prima dell’ascesa politica, il primo cittadino sembra essere più vicino di quanto voglia far credere alle persone che stanno creando dei problemi a Roma.

Invece di bloccare la crescente omofobia, sostenendo pubblicamente che l’omosessualità non è ne di destra ne di sinistra, un suo assessore ha invitato i cittadini a limitare gli schiamazzi che normalmente avvengono nella cosiddetta gay street.

Laddove, poi, non trova delle soluzioni reali per tutti, quindi anche per le persone che non l’hanno votato, Gianni Alemanno ci ricorda da dove viene scegliendo dirigenti, come nel caso di Stefano Andrini, che hanno provato il carcere a causa della loro propensione ad essere pubblicamente naziskin.

Cambiare si può. Forse è il momento giusto per farlo. Con chi altro se la deve prendere l’estrema destra romana?

Gay, fatto. Artisti, fatto.

Foto | militant-blog.org

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